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	<title>Cultura e societa &#187; E se vivessimo in un mondo senza internet?</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:20:23 +0000</pubDate>
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		<title>E se vivessimo in un mondo senza internet?</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 08:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.delloiacovo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il ritorno della carta nell'uso quotidiano. La scomparsa dei motori di ricerca. Aziende inghiottite nel nulla. Sono alcune conseguenze della (ipotetica) scomparsa improvvisa del web. Che favorirebbero una regressione umana: "Diventeremmo il 70 per cento più stupidi" dice il critico d'arte Philippe Daverio. Guarda il <b>VIDEO</b> della storia di internet  - <strong><a href="http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=21212">IL FORUM</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/internet/4995_disegno_corbis2.html" title="disegno corbis2"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/05/25/482ec00a1ea42_zoom.jpg" alt="disegno corbis2" border="0" width="500" /> </a></p>
<p>Il 9 aprile scorso, a causa di un attacco di ignoti <a href="http://www.mercurynews.com/ci_12106301" target="_blank">la città di Morgan Hill</a>, in California, si è risvegliata senza Internet. Niente e-mail, niente ricerche in Rete, nessuna possibilità di consultare documenti on-line. Antifurti disattivati, bancomat non funzionanti, carte di credito inutilizzabili. Un ritorno al passato, indietro di vent&#8217;anni. Ora fate uno sforzo di immaginazione: che cosa succederbbe se imprvvisamente in tutto il mondo si spegnesse internet? Quali sarebbero le conseguenze di questo immaginario scenario?<br />
È un giorno come tanti. Vi sedete alla scrivania, accendete il computer e vi collegate al web. Ma l&#8217;accesso alla rete è impossibile. Per tutti. Che sia stato un virus o un&#8217;azione terroristica non importa. Il modem lancia i suoi richiami e poi tace. Nessuna risposta dall&#8217;altro lato. E, come in una macchina del tempo, si ritorna a una ventina di anni fa, quando internet era frequentata soprattutto da ricercatori universitari e quasi sconosciuta al pubblico. Adesso, però, un miliardo e seicento milioni di persone non possono accedere al web.<br />
La carta ritorna nell&#8217;uso abituale: al posto delle email occorre inviare lettere con francobollo. Per trovare un numero di telefono bisogna sfogliare le rubriche: se poi l&#8217;interlocutore abita all&#8217;estero, l&#8217;impresa diventa ardua. Niente aste online e biglietti lastminute acquistati da casa. Migliaia di aziende inghiottite nel nulla, senza più una vetrina globale. E per sapere cosa succede nel mondo bisogna aspettare i telegiornali o il quotidiano al mattino. Soprattutto, scomparirebbero i motori di ricerca.<br />
Ma come potrebbe cambiare la vita lavorativa?  &#8220;I due dati oggettivi della globalizzazione sono internet e il telefonino: il tempo reale del lavoro è legato al tempo di internet&#8221; dice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philippe_Daverio" target="_blank">Philippe Daverio</a>, critico d&#8217;arte. Uno strumento insostituibile, dunque: &#8220;Tre quarti delle mie ricerche sono su internet: soltanto la <a href="http://www.loc.gov/index.html" target="_blank">Library of congress</a> (<em>la Biblioteca del Congresso Usa</em>, ndr) permette l&#8217;accesso a 8 milioni di volumi online: quattro volte di più di tutte le biblioteche di Milano&#8221; osserva Daverio. E immagina: &#8220;Saremmo tutti del 70 per cento più stupidi. Anzi, imbecilli: l&#8217;etimologia della parola è &#8216;colui che non ha il baculum&#8217;, il bastone della ragione&#8221;. Ai danni per la cultura si affiancherebbero, poi, i danni economici: &#8220;Oggi bastano dodici minuti per cercare il bilancio di una società e le informazioni più rilevanti&#8221; sottolinea <a href="http://www.chiccotesta.it/" target="_blank">Chicco Testa</a>, imprenditore. &#8220;È un mondo che sarebbe difficile immaginare: rallenterebbe l&#8217;intera economia globale&#8221;.<br />
Internet ha popolato il mondo con più di cinquecento milioni di computer connessi: una rete fitta attraversata da conversazioni, dati finanziari, informazioni scientifiche. Che unisce gli angoli più remoti del mondo attraverso email e chat. Modificando profondamente le abitudini collettive. Le transazioni internazionali non avvengono più nelle Borse, ma attraverso datacenter che permettono ai mercati finanziari di essere aperti 24 ore su 24: i tabelloni con le quotazioni segnate con il gessetto sono ormai un ricordo.&nbsp;<a href="http://Monster.com" title="http://Monster. " target="_blank">Monster.com</a> negli Stati Uniti e Fayada in India sono alcuni dei siti più noti per trovare offerte di lavoro: gli annunci sui giornali rappresentano una parte limitata dell&#8217;offerta complessiva. Ma l&#8217;impatto più profondo sarebbe nella vita intima di chi ha affidato a blog, social network e forum i suoi sogni e i suoi pensieri: all&#8217;improvviso perderebbe il suo &#8220;corpo digitale&#8221;, come lo chiama il giurista Stefano Rodotà. Fotografie e appunti online che raccontano una vita svanirebbero in un buco nero se internet fosse inaccessibile. Forse è meglio pensare di fare una copia dei dati affidati a internet. Non si sa mai.<br />
<em>La storia di internet (in inglese, sottotitoli in italiano)</em></p>
<p><code>
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<p><strong><a href="http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=21212">IL FORUM</a></strong></p>
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