Ispirato all’omonimo libro di Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti di Michele Soavi dall’8 maggio porta sul grande schermo gli ultimi mesi di fascismo e seconda Guerra mondiale in Italia quando, con gli alleati alle porte, gli sparuti militanti “neri” tentavano di opporsi alla fine.
Francesco Dogliani, interpretato da Michele Placido, è il personaggio di fantasia che fa da voce narrante: un poliziotto che ha giurato fedeltà al Re e crede nello Stato e nella giustizia e si ritrova con due fratelli che si giurano morte a vicenda, Ettore (Alessandro Preziosi) partigiano e Lucia (Alina Nedelea) repubblichina. Nei giorni del riscatto del Paese, verso e dopo il 25 aprile, si versa sangue innocente, sotto ogni fronte, per opposti ideali. Ma la pellicola, al di là dei grandi temi trattati, manca in ogni momento di credibilità. Spesso retorica, talvolta patetica, non riesce a trasmettere pathos né gusto documentaristico, risultando farraginosa e per nulla accattivante.
“Nel film si parla di Resistenza ma anche di Guerra civile, quindi di fratelli che uccidono i fratelli, come nel film Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach” dice il regista. “Anch’io da antifascista mi interrogo su quelle verità che abbiamo assunto come certe senza ombra di dubbio. Nessuno vuole riscrivere la storia né aggiornarla. Semplicemente, lontani da pregiudizi politici, e senza voler vilipendere avversari di qualunque colore essi siano, ho fatto un film che vuole toccare corde emotive diverse e più profonde, con uno sguardo morale che vuole evitare polemiche”.
Il trailer de Il sangue dei vinti da YouTube:
- Venerdì 8 Maggio 2009









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Il 8 Maggio 2009 alle 17:38 Al cinema con le origini di Star Trek e Il sangue dei vinti » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] LEGGI GLI ARTICOLI: Il sangue dei vinti, i diversi volti della Resistenza al cinema Star Trek, J.J. Abrams va alle origini dell’Enterprise La casa sulle nuvole, road movie italiano [...]
Il 14 Ottobre 2009 alle 15:27 Sono Pansa, perfetto qualunquista odiato a sinistra - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] nome al Pci. Su una cosa però ha ragione. Quale? Chi stava accarezzando i sentimenti che avrebbero portato al “Sangue dei vinti”, ai toni grigi che segnarono anche la Resistenza, non doveva raccontare Tangentopoli e la guerra [...]
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