
Scena del film d’animazione Up
Un settantottenne che per una vita ha venduto palloncini sognando viaggi mai realizzati e un boyscout di nove anni sovrappeso e ipercontento sono la coppia strana e romantica che il 13 maggio apre il Festival di Cannes. Per la prima volta è un film d’animazione, Up di Pete Docter, a dare il via. In una sessantaduesima edizione che invece avrà nello strascico del suo sontuoso vestito, a chiusura, la pellicola che gioca in casa Coco Chanel & Igor Stravinsky di Jan Kounen.
E in mezzo dodici giorni di proiezioni, interviste, red carpet e feste, che quest’anno risentiranno comunque della crisi economica. Ma il direttore artistico Thierry Fremaux ha scelto il modo migliore per aggirarla: puntare sui grandi autori più che su luci e starlette. Ecco così che basta citare alcuni dei nomi in concorso per essere presi dalla febbre dell’attesa: Lars Von Trier con Antichrist, Michael Haneke con White Bottom, Ken Loach con Looking for Eric, Ang Lee con Taking Woodstock, Pedro Almodóvar con Los Abrazos Rotos e Jane Campion con Bright Star. Risentendo ancora dei passati scioperi degli sceneggiatori, gli studios americani non hanno una grande armata e in competizione contano la sola presenza - pur se di peso - di Quentin Tarantino con Ingliorious Basterds, con Brad Pitt.
Tra tutti questi maestri c’è il nostro Marco Bellocchio, unico rappresentante italiano nella “official selection” con Vincere, la storia di Ida Dalser, la donna segreta di Benito Mussolini, interpretata da Giovanna Mezzogiorno. Per gli amanti delle scene bollenti si preannuncia una battaglia di sensualità proprio tra l’attrice romana e la diva di Almodóvar, Penélope Cruz, che nella pellicola del suo mentore (che l’ha voluta già in Tutto su mia madre e Volver) è chiamata a mostrarsi per quindici secondi senza veli.
Promette scandalo e rumore anche Von Trier, portando sul grande schermo atmosfere cupe del nord Europa e tanto sesso, senso di colpa, immaginario religioso. Il suo Antichrist è preannunciato da un inizio shock, con sei minuti di sesso esplicito tra Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe (uno psichiatra), consumato su una quercia mentre il loro figlioletto muore cadendo da una finestra di casa.
Il coreano Park Chan-Wook con Thirst porterà in scena il racconto di un sacerdote diviso tra Dio e la sua natura da vampiro assettato di sangue, mentre il cinese Lou Ye con Spring Fever ha letteralmente sfidato il divieto di fare film per cinque anni impostogli dalla Cina per la sua precedente pellicola, Summer Palace, presentata sempre a Cannes.
Il festival promette anche di essere una nuova e definitiva celebrazione di Heath Ledger: fuori concorso sarà presentata la pellicola di Terry Gilliam The Imaginarium of Doctor Parnassus, ultima interpretazione del giovane attore australiano morto per overdose di farmaci prima di finire le riprese e sostituito da Johnny Depp.

Penélope Cruz in Los Abrazos Rotos
- Mercoledì 13 Maggio 2009




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Il 15 Maggio 2009 alle 17:17 Al cinema con Angeli e Demoni e l’arte di… Soffocare » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Week end soft… Come in un’apnea con gli occhi e le attese rivolti a Cannes, sono sole due le uscite al cinema di questo venerdì. Due in tutto, sì, se si considera che il kolossal Angeli e Demoni (che in un solo giorno ha incassato oltre un milione di euro) come la commedia dell’assurdo Soffocare sono nelle sale già da mercoledì 13 maggio. Ecco così arrivare il classico film leggero sul salto nel tempo 17 Again - Ritorno al liceo, di Burr Steers, con la star delle ragazzine Zac Efron, e il viaggio nel mondo della cocaina di due aspiranti cineasti in Polvere di Danilo Proietti e Massimiliano D’Epiro, con Gian Marco Tognazzi. LEGGI ANCHE: Angeli e Demoni, il fantathriller che non piace al Vaticano 17 Again - Ritorno al liceo, un salto nel passato con Zac Efron Soffocare, dopo Fight Club un nuovo libro di Palahniuk diventa film [...]
Il 19 Maggio 2009 alle 13:14 Vincere, il tiepido esordio di Bellocchio a Cannes » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] “Audacia audacia audacia”. “Guerra sola igiene del mondo”. Tra slogan fascisti scritti coi caratteri tipici del Futurismo a intersecare le scene girate, insieme a musiche inneggianti ai muscoli mostrati e filmati d’archivio presi in prestito dalla Storia, Marco Bellocchio con Vincere fa emergere la storia (con una “s” minuscola quasi cancellata) di Ida Dalser e di suo figlio Benito Albino, figlio segreto di Mussolini. Unico film italiano in concorso a Cannes, in attesa della proiezione di oggi in sala Grande e quindi del debutto ufficiale, ieri sera la sua visione riservata alla stampa è stata accolta da tiepidi applausi di cortesia. O di meditabondo frastornamento. Sì, perché la pellicola del maestro italiano, della durata di 128 minuti, richiede una lenta digestione. Nella commistione di privato e pubblico di un grande uomo “nero” del recente passato, la vicenda raccontata da Bellocchio non arriva diretta allo spettatore e richiede una certa rielaborazione. Vincere muove i primi girati su un giovane Benito Mussolini idealista e fervente, anticlericale e pacifista, interpretato con piglio duro da Filippo Timi, su cui getta subito lo sguardo, bella ed emancipata, Ida Dalser, una Giovanna Mezzogiorno che riesce a dare forza e dignità al suo personaggio e concede spesso le sue nudità alla cinepresa. Tra i due, in una Milano scossa da fermenti socialisti di cui Mussolini è il primo agitatore, alla guida dell’Avanti!, nasce una intensa passione. Ida ama Benito in maniera assoluta, quando ancora nessuno lo amava, condivide i suoi ideali, lo spalleggia, tanto da vendere l’appartamento, il salone di bellezza, mobilio e gioielli per finanziare la fondazione del Popolo d’Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista. E l’11 novembre 1915 da lui ha Benito Albino, il primogenito riconosciuto da Mussolini, che però intanto aveva una relazione con Rachele Guidi ed era già padre di Edda, nata nel 1910. Con la sua dirompente ascesa, il Duce si distacca sempre più dalla Dalser, rinnegando il matrimonio prima (voci insistenti ma non documentate dicono che i due si sarebbero uniti in matrimonio religioso nel settembre 1914) e il riconoscimento del figlio poi, facendo falsificare dati di nascita e dati anagrafici. La reazione della Dalser al progressivo allontanamento di Mussolini fu feroce e orgogliosa. Avrebbe potuto rimanere nell’ombra, accettando di essere una delle tanti amanti segrete e mantenute del Duce, ma lei invece gridò a tutti il suo legame di moglie e pretese i diritti del figlio, tanto che Mussolini la isolò facendola passare per pazza. Dal 1926 venne rinchiusa nel manicomio di Pergine prima e in quello di San Clemente poi, subendo le peggiori torture, dove morì nel 1937 per emorragia cerebrale, senza aver mai più rivisto suo figlio. A questi capitò la stessa sorte, internato nell’ospedale psichiatrico di Milano, dove morì nel 1942. [...]
Il 22 Maggio 2009 alle 16:38 Antichrist, il lungo sogno nero di Lars Von Trier » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Alla vigilia du Festival dato tra i favoriti alla Palma d’oro, dopo la proiezione ufficiale alla Croisette Antichrist è stato la mira preferita di risolini, fischi e “buuu”. Magra accoglienza a Cannes per l’amato e anticonvenzionale Lars Von Trier, che però ribatte alle critiche con piglio duro, rivolgendosi così ai giornalisti: “Non mi devo giustificare con voi, io lavoro per me, non ho fatto un film per voi, ma per me stesso”. Ma se voleste comunque anche voi usufruire di un “lavoro fatto solo per sé”, l’occasione è prossima: la pellicola del regista danese esce nelle sale italiane il 22 maggio. Protagonisti sono Charlotte Gainsbourg e Willem Dafoe, una coppia in lutto che si ritira a Eden, capanna isolata nei boschi, per cercare di ricucire il rapporto. Al contrario, la loro relazione prenderà una deriva tragica con scene di sesso forti e soprattutto con sequenze sadiche che hanno richiami horror: dalla Gainsbourg che masturba il partner facendogli eiaculare sangue o che gli trapana una gamba a lei che si taglia il clitoride con una forbice). E Von Trier commenta la scena dell’infibulazione: “In questo film non c’è nessuna logica, ma è solo un lungo sogno troppo nero su colpevolezza e senso di colpa. E, allora, secondo me quella scena ci stava tutta”. Il trailer da YouTube: [...]
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