Anteprima web: Mnemosyne, l’Atlante delle immagini

MNEMOCYNE - L'Atlante delle immagini

Guarda le IMMAGINI e i VIDEO in anteprima.

Only connect, solo connettere, il motto del romanzo Casa Howard di E.M.Forster diventa il procedimento che lega flussi di immagini video, fotografie e fotogrammi di un gruppo di artisti scelti dal critico d’arte Camilla Boemio per una rassegna pensata per esser presa in visione prima sull’ on line di Panorama.it e solo successivamente per approdare in una sede “fisica”, al Centro Arti Visive Pescheria e nella chiesa della Maddalena di Pesaro dal 13 giungo al 28 giugno.
Si può forse parlare dello spazio astratto del web quasi come del missing link ritrovato, dell’anello mancante per comprendere meglio la video arte, tecnica in cui si cimentano artisti come Matthew Swib, Nico Vascellari, Andrea Dojmi, Candice Breitzper, per citare alcuni autori scelti dalla Boemio.
In fondo sempre più si indaga su internet per vedere in anteprima i luoghi di un futuro viaggio, i musei o le città da visitare. Vedere prima strade, monumenti, paesaggi diventa con la rete la scelta per una migliore comprensione o l’assaporamento di un piacere futuro, un modo di fare un piccolo gioco di prestigio che anticipa il gusto del viaggio, della visita in carne ed ossa. Succede così anche per questa mostra. Un’anteprima sul Web per intensificare la visita a Pesaro.
Ma il motivo della scelta del web è dovuto anche al tema deciso da Camilla Boemio per la rassegna. “Creare un moderno Atlas of images, atlante di immagini-mondo che abbiano un potere energetico evocativo, siano magnete di nuovi legami fra ambiti artistici diversi, come sono state per Aby Warburg (1866- 1929) le sue tavole della memoria“, così afferma la curatrice. È proprio ripreso da un testo di Warburg, Mnemosyne, Atlas of images il titolo della rassegna ed è questo studioso, “ebreo di sangue, amburghese di cuore, d’anima fiorentino” come lui stesso si definiva, a creare una nuova modalità dell’ indagine artistica. Warburg osservava nelle opere artistiche, attraverso una tecnica che si potrebbe definire di fermo-immagine, la posa di un braccio, la capigliatura, lo sguardo, l’espressione dell’intera gamma delle emozioni, (l’aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l’estasi, il trionfo) e dimostrava attraverso questa tecnica definita iconologica come, dalle opere classiche a quelle rinascimentali e contemporanee, si irradiasse la ripresa quasi canonica sempre delle stesse formule. Warburg creava così un albero genealogico delle costanti nella memoria occidentale.
“L’ Atlante è un testo ricco di fascinazione , avvolto nel mistero, mai terminato”, prosegue Camilla Boemio.  “A Londra studiai le famigerate tavole di Aby Warburg. Mi sono chiesta come potrebbero essere ripartite le immagini contemporanee paragonate alle immagini della storia dell’ Arte e al Rinascimento studiate da Warburg”.
Nei pannelli dell’Atlante Warburg inseriva pezzi di giornali, monete, bozzetti. “Ho scelto le immagini accompagnate da alcune fotografie” riprende Boemio. “Ho dato la preferenza ai lavori maggiormente pregnanti: video e alcune fotografie degli ultimi anni, che ritengo profondamente legati ad un’ idea reinterpretata dell’ archivio di Warburg.” Ad esempio l’ artista olandese Guido Van Der Werve realizza dei film che Caspar David Friedrich, artista del romanticismo tedesco, potrebbe avere sognato se avesse avuto del senso di umorismo e l’accesso ad una macchina fotografica, o il film inedito, realizzato per la mostra da Klaus Thymann, gioca su immagini-astrazioni di personaggi coinvolti nella storia mitologica della nascita delle nove muse.
In mostra anche il video Soliloquy Trilogy di Candice Breitz, artista internazionale tra le più interessanti della sua generazione. “Profondamente colpita dalla società dello spettacolo”, afferma il critico, “l’artista sudafricana che lavora e vive a Berlino analizza con minuzia i meccanismi che rendono l’ immagine rilevante dal punto di vista iconologico.”
In video dell’artista si ripetono istantaneamente e insistentemente alcuni fotogrammi da film famosi: Clint Eastwood nell’Ispettore Callaghan , Jack Nicholson nelle Streghe di Eastwick e la famosa “accavallatura” di gambe di Sharon Stone in Basic Instinct.
Chissà se il volto attonito, quasi inespressivo di Eastwood (il regista Sergio Leone affermava che l’attore aveva solo due espressioni, “Con il cappello o senza”) oppure l’accavallatura di gambe di Sharon Stone creeranno tracce di persistenza nel segno di Mnemosyne, per una nuova stravagante mnemotecnica del Bello da regalare alle civiltà future.

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Commenti

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Il 26 Maggio 2009 alle 11:38 Mnemocyne, l’Atlante delle immagini: i video » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:

[...] La mostra, ispirata a Aby Warburg e curata da Camilla Boemio, è in prima visione su su Panorama.it. Approderà poi fisicamente al Centro Arti Visive Pescheria e nella chiesa della Maddalena di Pesaro dal 13 giungo al 28 giugno. Guarda le IMMAGINI e leggi l’ARTICOLO con l’intervista alla curatrice Camilla Boemio. // [...]

Il 23 Giugno 2009 alle 19:29 People we love in places we love that are not Philadelphia! ha scritto:

[...] Pesaro, Italy, June 13th-28th Moscow, June 22nd and 23rd [...]

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