“Tu musica siempre estara en mi corazon, el verdaderon Rey del Pop, lloro tu partida“. “It’s so weird to know he’s not alive anymore“. “Le plus grand des artistes de Dance Music malgré ses dérapages! R.I.P. King of the Pop
Ditemi che non è vero, vi prego…“. Facebook si riempie di omaggi in ogni lingua per il grande Jacko. Incredulità, dolore, commozione. E anche qualche sparuto attacco a una figura che se nella musica è stata indiscutibile, nella vita, per le sue scelte ambigue, ha fatto spesso discutere. Come la rasoiata di Machiels Andy: “He was a great musician.. but one child abuser less is always good news”. Ovvero, era un grande musicista ma… un pedofilo in meno è sempre una buona notizia.
Nel social network delle facce il gruppo “R.I.P Michael Jackson (We Miss You)” vuole addirittura costruire un mausoleo internettiano per Michael Jackson, la più grande “statua di Facebook”, spingendo tutti a iscriversi per realizzare la più grande pagina di FB.
Ovviamente il fan club americano della star è preso d’assalto ed è difficile in questo momento accedervi. Nel fan club italiano “Michael Mania” tutta la disperazione degli utenti: “Sono al lavoro, dopo una notte passata a seguire le notizie che arrivavano… a piangere… ho gli occhi gonfi… non mi concentro… i miei colleghi si chiederanno perché… ma non mi interessa… è andata via una parte di me e sto male dentro” scrive lucianosimona. E anche rabbia per come negli ultimi anni Jacko era stato trattato e per la speranza ormai svanita di rivederlo in concerto: “È finito tutto! Non inizierà mai ciò che stava per travolgerci tra pochi giorni! Non ha avuto la soddisfazione, di chiudere la sua vita come sempre avremmo voluto: su un palco, osannato da noi, e rivalutato finalmente e giustamente…” dice blukaos.
Il forum dell’altro sito italiano “Michael Jackson FanSquare” omaggia il loro divo aprendo con questa frase: “Grazie per averci insegnato a sognare e a credere nei sogni“.
Il Re del Pop se n’è andato. E questo è un fatto. Se n’è andato qualche giorno prima di una lunga serie di concerti londinesi che avrebbero dovuto rilanciare la sua carriera e la sua immagine. E invece, no. Ma Michael Jackson era davvero il re del pop? Forse lo è stato per qualche tempo, intorno alla metà degli Anni Ottanta, quando con la complicità di Quincy Jones ha reinventato il concetto di musica e danza per le masse. Lo dicono i 110 milioni di copie di Thriller, lo dice una delle canzoni più popolari della storia, quella We are the world diventata un simbolo della musica che aiuta chi non ha nulla, nemmeno da mangiare. Ma, al netto della retorica, non tutto quello che ha inciso Jackson può essere considerato un capolavoro. La vera abilità di Michael, fatta eccezione per qualche pezzo epocale come Billie Jean, Beat It o Black and White, è sempre stata la capacità di creare suggestioni, di confezionare come nessun altro canzoni discrete e nulla di più. Suoni meravigliosi e potenti, musicisti pazzeschi al suo servizio (Slash o Edward Van Halen, giusto per fare due esempi), un produttore Re Mida come Quincy Jones e una serie di videoclip geniali e visionari realizzati con budget senza precedenti. In definitiva, un grande artista con tanto talento schiacciato dal peso di una fama troppo pesante da sopportare. Della sua persona, degli scandali e delle sua instabilità personale si è scritto addirittura più che della sua musica. Che era bella, a tratti geniale. Ma in qualche caso anche fredda e scontata.
LA GALLERY
Trapelano le prime immagini dal set newyorchese di The Sorcerer’s Apprentice (L’Apprendista stregone). E una Monica Bellucci in vestito sontuoso si bacia con uno scapigliato Nicolas Cage in una scena da Romeo e Giulietta.
Ambientato a Manhattan e alla regia di Jon Turteltaub, The Sorcerer’s Apprentice è ispirato all’omonimo poema di Johann Wolfgang Goethe: il potente stregone Balthazar Blake (Cage) prende accanto a sé un timido ed impacciato apprendista, interpretato da Jay Baruchel, a cui insegna i suoi trucchi per combattere le forze del male. E anche la Bellucci, nei panni di Veronica, gli è accanto in questa battaglia.
La pellicola dovrebbe uscire a 2010 inoltrato. Se non dovesse capitare qualche altro imprevisto… Sì, perché finora le riprese non sono state molto fortunate: una volta uno stuntman ha perso il controllo di una Ferrari coinvolgendo due pedoni sul marciapiede, e un’altra ancora un fuoristrada si è scaraventato contro un’auto ferma ferendo nove membri della troupe.
Logicamente lo stregone Cage non poteva che pensare a una maledizione piovuta sul set e a scongiurarla con un… incantesimo. Ecco così che è stata chiamata una sacerdotessa Voodoo che ha fatto il suo rituale magico sulle scene: niente di più adatto per promuovere una pellicola sulle stregonerie, no?! Complimenti Nicolas, e complimenti al marketing del film!
LA GALLERY DELLE RIFATTE
Ieri a Matrix dibattito sulla chirurgia estetica. Tra gli ospiti: Alba Parietti, Cristina del Basso, Alessandra Pirelli.
Alba Parietti: “C’è qualcosa che non va nella pische…”
“Se una persona fa un piccolo ritocco, per migliorare un dettaglio, è un discorso. Quando una persona si vuole stravolgere, vuol dire che c’è qualcosa che non va nella psiche di quella persona…”
Cristina Del Basso: “Il seno differenzia l’uomo dalla donna”
“Sono passata da una quarta a una sesta (…) Non l’ho fatto per passare osservata (…) A me in una donna piace moltissimo il seno (…) Trovo che il seno sia la seconda caratteristica che la differenzia dall’uomo (…) Ti dà questo sintomo di donna (…) Io mi guardo allo specchio e dico: Oh! Che belle!”
Alessandra Pirelli: “Volevo togliermi i cuscinetti, ho rischiato la morte”
“Cercavo questa perfezione, tra virgolette (…) Volendo risolvere il problema cuscinetti, quindi con una liposuzione-liposcultura, ho fatto questo intervento che però purtroppo è andato male. Mi sono ritrovata ricoverata in rianimazione e in fin di vita, e poi un mese d’ospedale, un anno di convalescenza, medicine e… diciamo, la cosa più grave, quasi alla morte…”
Il Video
Beach Volley a Berlino: GUARDA LA FOTOGALLERY
Nella foto: una serie di segnali delle pallavoliste tedesche durante le partite
Credits: Ansa/HANNIBAL HANSCHKE
24/06/2009 - In questa fotogallery, immagini dal German Masters 2009 femminile del Beach Volleyball European Championship Tour
LA GALLERY
Anche in Twilight non brillava in solarità e aveva un fare un po’ maledetto… Ma ora Kristen Stewart diventa ancora più dark e, dopo aver tinto i capelli di nero pece, eccola sul set come rockstar, ovvero nei panni di Joan Jett, la leader del gruppo americano tutto al femminile The Runaways che conquistò le classifiche negli anni ‘80.
La pellicola si chiama proprio The Runaways, uscirà nel 2010 ed è scritta e diretta da Floria Sigismondi, visual artist e regista di videoclip che ha collaborato con diversi cantanti, da Marilyn Manson a Sigur Rós, da Björk a David Bowie.
Per aderire quanto più alla parte la Stewart sta frequentando molto la Jett, una cinquantenne che a vederla in jeans, t-shirt - ovviamente nera - e felpa sembra una coetanea di Miss vampira. Sul set la diciannovenne sempre più lanciata a una carriera da diva ritrova anche la quindicenne d’oro di Hollywood, Dakota Fanning, con cui ha già collaborato in New Moon, il sequel di Twilight che ha avuto giorni di riprese anche in Italia, a Montepulciano.