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I blogger contro un comma del disegno di legge sulle intercettazioni
Il logo di un megafono arancione si aggira per la rete. Rimbalza attraverso i blog, alimentando discussioni sul “14 luglio”. Ma che cos’è? Dal 2 luglio è in discussione al Senato il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni: per quanto riguarda il mondo di internet, il testo stabilisce l’obbligo di rettifica entro 48 ore per tutti i “gestori di siti informatici” (comma 28, lettera a, articolo 1). Nel caso dei blogger, in particolare, è un obbligo che riguarda post e commenti: se, quindi, una persona chiede la rettifica di una notizia che la riguarda, entro due giorni il blog deve pubblicarla. Altrimenti, sarà necessario pagare una sanzione dai 7700 ai 13mila euro. È un problema che interessa anche altri spazi web, come YouTube e Facebook. Google da tempo si è schierata contro il maxiemendamento perché renderebbe estremamente difficile la gestione di milioni di interventi al giorno sulle sue pagine online (per esempio, i commenti ai video di YouTube).
Finora l’obbligo di rettifica è stato previsto per quotidiani, periodici, radio e televisioni: organizzazioni professionali che hanno alle spalle grandi gruppi editoriali. E dove sono rari i contenuti prodotti in modo amatoriale dal pubblico. Come i blog, appunto.
Il disegno di legge sulle intercettazioni, approvato alla Camera l’11 giugno, ora è in esame al Senato: la discussione, però, è stata rinviata a settembre. Per il 14 luglio il sindacato dei giornalisti aveva indetto uno sciopero per protestare contro le modifiche alla norme, poi revocato. Dovrebbe essere anche il giorno del silenzio sul web: i blog che aderiscono all’iniziativa hanno deciso di restare muti. Ma il dibattito è aperto.
Il primo a sollevare la questione è stato Guido Scorza, docente alla facoltà di Giurisprudenza a Bologna. Il passaparola tra blogger ha fatto il resto: in pochi giorni è partita una campagna, promossa anche da due giornalisti, Alessandro Gilioli dell’Espresso e Enzo di Frenna, direttore di Netdipendenza. Per adesso sono cinquecento le persone che hanno aderito al social network Diritto alla rete, centro organizzativo dei blogger per rilanciare la protesta. Le partecipazione alla campagna simboleggiata dal megafono arancione si è allargata a macchia d’olio. Sono diventati subito sostenitori blogstar come Luca Sofri (”Nel mio piccolo, sono agli ordini”, scrive sul suo blog) e Giuseppe Granieri (”L’idea di Alessandro ha dentro il germe della società civile che in qualche modo può esserci e deve provare ad esserci. Aderisco” scrive il blogger). La lista completa è qui. E il passaparola in rete continua, come mostrano le conversazioni su twitter e Friendfeed.
“È una delle prime mobilitazioni di massa della blogosfera” osserva Scorza. Con quali risultati concreti? In questi giorni due senatori del Pdl (Antonio Palmieri e Bruno Murgia) hanno proposto di introdurre una precisazione nell’ordine del giorno per la seduta del 14 luglio: l’obbligo di rettifica varrebbe unicamente per testate giornalistiche online (quelle registrate al Tribunale, come i quotidiani). In questo modo resterebbero fuori blog, social network, siti di videosharing e altri spazi web. L’Italia dei valori ha presentato un emendamento che prevede il medesimo obiettivo. “Il nostro traguardo è la distinzione tra testate professionali e contenuti amatoriali, come i blog” chiarisce Scorza.
Ma non tutti sono d’accordo. Filippo Facci, cronista de Il Giornale, scrive sul suo blog: “Va da sé che lo sciopero abbia tonalità insopportabilmente apocalittiche (e il bavaglio, e ci vogliono zittire, il solito martirio) e va da sé che la maggioranza degli aderenti non pare aver capito neppure di che cosa si sta parlando”. Altri condividono la protesta, ma non il metodo: i blogger, dice Dario Salvelli, “preferiscono discutere in maniera aperta del testo proposto senza rinviare la discussione che è complessa. Ci dovrebbe essere a monte una seria normativa sui diritti digitali che tuteli, senza scadere nell’inutile censura, tutti i cittadini, non solo chi è già sottoposto a indagini o imputato in un processo penale”. Restano alcune ambiguità: spesso nelle conversazioni online l’obbligo di rettifica è confuso con la diffamazione: i blogger, come tutti i cittadini, non sono in alcun modo protetti da eventuali querele.
- Mercoledì 8 Luglio 2009








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Commenti
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Il 8 Luglio 2009 alle 22:21 14 luglio: sciopero dei blogger ha scritto:
[...] Panorama – Uno sciopero dei Blog? Attesa in Rete per il 14 luglio Comments [0]Digg it!Facebook [...]
Il 10 Luglio 2009 alle 12:20 L’importanza dello sciopero del 14 luglio | Pro-post@ Lavoro ha scritto:
[...] In pratica si tratta di introdurre l’obbligo di rettifica per qualunque gestore di sito internet, dai social network ai blog, da YouTube a Facebook. [...]
Il 13 Luglio 2009 alle 15:23 Italian Blogger Strike on 14th july to protest against “Lodo Alfano” | Carmelo Cutuli's Blog ha scritto:
[...] According to this law project, every blogger may be asked by a normal citizen to delete or modify a post or a comment having 48 hours in doing this. If not, may be applicable of very heavy sanctions. [...]
Il 14 Luglio 2009 alle 7:03 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
Oggi i Blog della rete scioperano…
Anche noi rimaniamo senza voce…
……
Il 14 Luglio 2009 alle 10:37 L’importanza dello sciopero del 14 luglio | PRO-POST@ LAVORO ha scritto:
[...] L’importanza dello sciopero del 14 luglio E’ attualmente in discussione al Senato il decreto sulle intercettazioni proposto dall’attuale Ministro della Giustizia Alfano. Le discutibili norme in esso contenuto hanno provocato un vespaio di polemiche, anche nel mondo dei blog. All’interno del decreto, infatti, si trova un norma che, di fatto, serve a rendere impossibile la vita ai blogger: si tratta del comma 28, lettera a che prevede “All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»”. In pratica si tratta di introdurre l’obbligo di rettifica per qualunque gestore di sito internet, dai social network ai blog, da YouTube a Facebook. Se, per esempio, una persona che legge il vostro blog vi chiede di correggere una notizia che in qualche modo lo riguarda, avete l’obbligo di rettificare entro 48 ore la notizia stessa, altrimenti incapperete in un’ammenda che va dai 7.700,00 ai 13.000,00 euro. Le modalità di presentazione di richieste di rettifica, poi, non sono neanche menzionate: Via posta? Via mail? Con un commento sul blog? Non si crea il rischio di possibili ricatti? Non si controlla se ciò che viene scritto sia il vero oppure no? E si è responsabili solo per gli articoli del blog o anche per i commenti dei lettori del blog? “Gestire le richieste di rettifica, valutarne la fondatezza e, eventualmente, darvi seguito è un’attività onerosa che mal si concilia con la dimensione “amatoriale” della più parte dei blog che costituiscono la blogosfera e rischia di costituire un elemento disincentivante per un blogger che, pur di sottrarsi a tali incombenti e alle eventuali responsabilità da ritardo (una multa da 25 milioni di vecchie lire per aver tardato a leggere la posta significa la chiusura di un blog!), preferirà tornare a limitarsi a leggere il giornale o, piuttosto postare solo su argomenti a basso impatto mediatico, politico e sociale e, come tali, insuscettibili di “disturbare” chicchessia. Allo stesso modo, il gestore di una piattaforma di condivisione di contenuti o, piuttosto, di social networking che, per definizione, non produce le informazioni che diffonde, ricevuta una richiesta di rettifica non potrà, in nessun caso, in 48 ore, verificare con l’autore del contenuto la veridicità dell’informazione diffusa e, quindi, l’effettiva sussistenza o meno dell’azionato diritto di rettifica” (brano tratto dall’articolo “Chiuso per rettifica” di Guido Scorza, pubblicato l’11 giugno 2009 su Punto Informatico). Per contrastare questa proposta di legge, che porterebbe alla cancellazione della libertà di espressione nella rete, è nata l’iniziativa di promuovere uno sciopero dei blog il 14 luglio (inizialmente in concomitanza con quello dei giornalisti poi revocato), su proposta del docente Guido Scorza, del blog de L’Espresso Piovonorane e del sito internet, nato per l’occasione, Diritto alla Rete. Per ora il disegno di legge è fermo in Senato: il Presidente della Repubblica Napolitano è intervenuto sulla questione direttamente, esprimendo le sue riserve in merito. Lo stesso Ministro Alfano ha dichiarato che, per l’approvazione in Senato, non c’è fretta, rimandando tutto a settembre. Trattandosi di argomenti di così rilevante importanza, come la libertà di espressione e di stampa, e che ci toccano così da vicino, Pro-Post@ Lavoro ha deciso di aderire allo sciopero del 14 luglio, invitando chi ci segue a fare altrettanto, registrandosi sul sito Diritto alla Rete ed inviando mail, con la vostra adesione e vostre opinioni sull’argomanto, all’indirizzo mail dirittoallarete@gmail.com [...]
Il 14 Luglio 2009 alle 18:26 Il Ddl Alfano, lo “sciopero” dei blogger e il silenzio che non c’è » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
[...] Silenzio, ciak, azione. Alla fine lo sciopero dei blog contro il ddl Alfano sulle intercettazioni è andato in onda, con tutti gli strilli e gli slogan del caso. Un megafono arancione su fondo nero e tutti pronti a dire “Questo blog alza la voce contro il Ddl Alfano“. [...]
Il 14 Luglio 2009 alle 23:51 L’importanza dello sciopero del 14 luglio | PRO-POST@ LAVORO ha scritto:
[...] L’importanza dello sciopero del 14 luglio Scritto da Danilo Sanna On luglio - 8 - 2009 Easy AdSense by Unreal E’ attualmente in discussione al Senato il decreto sulle intercettazioni proposto dall’attuale Ministro della Giustizia Alfano. Le discutibili norme in esso contenuto hanno provocato un vespaio di polemiche, anche nel mondo dei blog. All’interno del decreto, infatti, si trova un norma che, di fatto, serve a rendere impossibile la vita ai blogger: si tratta del comma 28, lettera a che prevede “All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»”. In pratica si tratta di introdurre l’obbligo di rettifica per qualunque gestore di sito internet, dai social network ai blog, da YouTube a Facebook. Se, per esempio, una persona che legge il vostro blog vi chiede di correggere una notizia che in qualche modo lo riguarda, avete l’obbligo di rettificare entro 48 ore la notizia stessa, altrimenti incapperete in un’ammenda che va dai 7.700,00 ai 13.000,00 euro. Le modalità di presentazione di richieste di rettifica, poi, non sono neanche menzionate: Via posta? Via mail? Con un commento sul blog? Non si crea il rischio di possibili ricatti? Non si controlla se ciò che viene scritto sia il vero oppure no? E si è responsabili solo per gli articoli del blog o anche per i commenti dei lettori del blog? “Gestire le richieste di rettifica, valutarne la fondatezza e, eventualmente, darvi seguito è un’attività onerosa che mal si concilia con la dimensione “amatoriale” della più parte dei blog che costituiscono la blogosfera e rischia di costituire un elemento disincentivante per un blogger che, pur di sottrarsi a tali incombenti e alle eventuali responsabilità da ritardo (una multa da 25 milioni di vecchie lire per aver tardato a leggere la posta significa la chiusura di un blog!), preferirà tornare a limitarsi a leggere il giornale o, piuttosto postare solo su argomenti a basso impatto mediatico, politico e sociale e, come tali, insuscettibili di “disturbare” chicchessia. Allo stesso modo, il gestore di una piattaforma di condivisione di contenuti o, piuttosto, di social networking che, per definizione, non produce le informazioni che diffonde, ricevuta una richiesta di rettifica non potrà, in nessun caso, in 48 ore, verificare con l’autore del contenuto la veridicità dell’informazione diffusa e, quindi, l’effettiva sussistenza o meno dell’azionato diritto di rettifica” (brano tratto dall’articolo “Chiuso per rettifica” di Guido Scorza, pubblicato l’11 giugno 2009 su Punto Informatico). Per contrastare questa proposta di legge, che porterebbe alla cancellazione della libertà di espressione nella rete, è nata l’iniziativa di promuovere uno sciopero dei blog il 14 luglio (inizialmente in concomitanza con quello dei giornalisti poi revocato), su proposta del docente Guido Scorza, del blog de L’Espresso Piovonorane e del sito internet, nato per l’occasione, Diritto alla Rete. Per ora il disegno di legge è fermo in Senato: il Presidente della Repubblica Napolitano è intervenuto sulla questione direttamente, esprimendo le sue riserve in merito. Lo stesso Ministro Alfano ha dichiarato che, per l’approvazione in Senato, non c’è fretta, rimandando tutto a settembre. Trattandosi di argomenti di così rilevante importanza, come la libertà di espressione e di stampa, e che ci toccano così da vicino, Pro-Post@ Lavoro ha deciso di aderire allo sciopero del 14 luglio, invitando chi ci segue a fare altrettanto, registrandosi sul sito Diritto alla Rete ed inviando mail, con la vostra adesione e vostre opinioni sull’argomanto, all’indirizzo mail dirittoallarete@gmail.com [...]
Il 17 Settembre 2009 alle 21:29 14 luglio: sciopero dei blogger ha scritto:
[...] – Uno sciopero dei Blog? Attesa in Rete per il 14 luglio VN:F [1.6.5_908]please wait…Rating: 0.0/10 (0 votes cast)VN:F [1.6.5_908]Rating: 0 (from 0 [...]
Il 6 Aprile 2010 alle 7:47 Notizie dai blog su Scusatemi, forse il blog non è mai stato così tanti giorni senza agg ha scritto:
[...] attraverso i blog, alimentando discussioni sul “14 luglio” . blog: canale cultura e società | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]
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