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	<title>Cultura e societa &#187; Sorpresa, un adolescente ribalta i luoghi comuni su internet e teenager</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:24:55 +0000</pubDate>
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		<title>Sorpresa, un adolescente ribalta i luoghi comuni su internet e teenager</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 16:23:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Apertura#4]]></category>

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		<description><![CDATA[La banca d'affari Morgan Stanley incarica un quindicenne di scrivere un resoconto sulle abitudini dei suoi coetanei nell'uso del web. Il risultato è un'analisi che è finita sulla prima pagina del più prestigioso quotidiano economico inglese, il <em>Financial Times</em>. Ecco perché]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/varie_3/127115_una_persona_tra_due_pile_di_cd.html" title="Una persona tra due pile di cd"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/08/26/48b42e2a561e8_zoom.jpg" alt="Una persona tra due pile di cd" border="0" width="500" /> </a><br />
Twitter? &#8220;I teenager non lo usano&#8221;. I videogiochi finora regno dei maschi? &#8220;L&#8217;arrivo della Wii ha generato un&#8217;abbondanza di giochi per ragazze&#8221;. E internet? &#8220;Gli adolescenti navigano solo per divertimento o per lavoro quando sono a scuola&#8221;. Non sono i risultati di un accurato sondaggio su un &#8220;focus group&#8221; selezionato da una stimata società di analisti. Si tratta invece delle osservazioni di un ragazzo di 15 anni <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2009/jul/13/teenage-media-habits-morgan-stanley" target="_blank">incaricato dalla banca d&#8217;affari Morgan Stanley</a>  di descrivere il mondo dei teenager dall&#8217;interno. Il suo report è stato un successo inatteso tra i manager londinesi, rilanciato per mail e diffuso a valanga nella city. Tanto che il <em>Financial Times</em> lo ha pubblicato in prima pagina sull&#8217;edizione cartacea, ricevendo un&#8217;ondata di telefonate. Già, perché i dettagli sono piuttosto interessanti. Il punto di vista del quindicenne è lucido e tagliente. Soprattutto sulla musica: i teenager, scrive l&#8217;affilata penna, &#8220;sono piuttosto riluttanti a pagare per la musica (la maggior parte non ha mai comprato un cd) e la gran parte (8/10) scarica illegalmente dai siti di file sharing. I metodi legali che utilizzano i teenager per ascoltare musica sono la radio; i canali televisivi musicali (&#8230;) e i siti per lo streming musicale&#8221;. Più che i dati contano osservazioni sul comportamento dei teenager talvolta sottovalutate nei sondaggi.</p>
<p>L&#8217;inquisitore informatico mostra il successo di social network, musica e video sul web. Ma si aggiunge alla schiera di chi sottolinea il fatto che gli utenti <a href="http://blog.panorama.it/libri/2009/07/07/free-il-nuovo-libro-di-chris-anderson-e-gratis-on-line/">non sono abituati a pagare su internet.</a> Eppure le cifre sono notevoli. Facebook è cresciuto dell&#8217;85 per cento nel 2008: sono iscritte persone da più di 170 paesi, incluso l&#8217;Antartide. Secondo l&#8217;autore del report, twitter non è usato dagli adolescenti: l&#8217;anno scorso, comunque, ha registrato un boom del 700 per cento. YouTube ha 260 milioni di utenti e offre cento milioni di video ogni mese. E l&#8217;enciclopedia online Wikipedia è arrivata a 50 milioni di articoli. La partecipazione del pubblico è consistente. Ma, almeno nelle nazioni occidentali, non ha ancora generato gli utili di altri mass media.</p>
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