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- Un commento
Cosa l’ha convinta ad accettare di far parte de La Tribù?
Sono stata affascinata dal posto dove il reality si svolge, l’India. È sempre stata una meta da me ambita. Nel 1992 avrei dovuto andarci con Marco Columbro, ma ero incinta e non mi è stato possibile. In seguito ho avuto paura di andare, perché temevo che non sarei più tornata. Tanto è il fascino che ha su di me quel luogo. Nel reality, invece, il rientro in Italia è assicurato…
Perché l’India le suscita tanta emozione?
Sono certa che questa esperienza avrà un importante impatto sulla mia esistenza futura. È solo una sensazione, ma molto intensa. E poi l’idea di un reality intriso di valori spirituali si adatta alla mia personalità.
Non è certo questo il primo reality che le è stato offerto…
Assolutamente no. Mi hanno proposto La Talpa, La Fattoria e L’Isola dei famosi. Tra i naufraghi di Simona Ventura non me la sentivo di andare: ho una dignità e non mi piaceva trasformarmi in una morta di fame, anche se ho apprezzato personaggi come Antonella Elia e Kabir Bedi. E poi le condizioni che offrivano tutti erano differenti da quelle da me chieste. Sa che ho rifiutato La Talpa perché come condizione avevo chiesto di non essere io stessa La talpa del gioco, ovvero la delatrice, l’ipocrita del gruppo?
Ma come farà a sottostare a regole molto dure? Lo sa ad esempio che per quei popoli le donne contano meno del due di picche?
Obbedirò e mi adeguerò. Ho obbedito tanto durante la mia infanzia che tirerò fuori tutta la mia sopportazione.
Ma come farete a capirvi con i nomadi?
Davvero non lo so. Pensi che quelle tribù parlano qualcosa come 625 dialetti di radice non europea!
Ce la farà a sopportare le dure prove settimanali che l’attendono?
Sono robusta. E poi terrò a mente gli insegnamenti del mio maestro Zen: cercare di fare sempre e comunque qualcosa di positivo
Ha incontrato gli altri partecipanti?
Ho incontrato tutte le donne. Sono rimasta in particolare affascinata da Elenoire Casalegno, ha una potenza fisica pazzesca, sembra quasi una dea mitologica.
Chi avrebbe voluto avere come compagni di viaggio?
Io avrei suggerito Marco Columbro che conosce bene l’India, Enzo De Caro, una persona dai grandi valori umani ed un antropologo che ci avrebbe aiutato a convivere con i nomadi.
- Mercoledì 2 Settembre 2009









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Il 2 Settembre 2009 alle 17:05 La Tribù, Missione India: ma può un reality essere simbolo di fratellanza? » Panorama.it - Cultura e societa ha scritto:
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