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	<title>Cultura e societa &#187; Anteprima web: CITIES -Places visionaires, foto e video per esplorare le città</title>
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	<description>Canale Cult di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 19:24:55 +0000</pubDate>
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		<title>Anteprima web: CITIES -Places visionaires, foto e video per esplorare le città</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 14:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silvia.tomasi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Apertura#1]]></category>

		<category><![CDATA[arte]]></category>

		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mostra di fotografie e video per capire come si trasformano le città e come cambiano coloro che le abitano. Dal 28 settembre all'Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. E da oggi in anteprima su <em>Panorama.it</em>. Abbiamo incontrato la curatrice della rassegna, Camilla Boemio che ci spiega perché tra le architetture della metropoli diventiamo tutti "dei funamboli da terra". Guarda la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/anteprima_web_cities_places_visionaires_in_mostra/184817_anteprima_web_cities_places_visionaires_in_mostra.html">GALLERY</a></strong>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="CITIES - Places visionaires, Michael Wolf" href="http://gallery.panorama.it/gallery/anteprima_web_cities_places_visionaires_in_mostra/184657_cities_places_visionaires_michael_wolf.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/09/14/4aae78bd611ea_zoom.jpg" border="0" alt="CITIES - Places visionaires, Michael Wolf" width="500" /> </a></p>
<p><em>(Foto di Michael Wolf - “Transparent City” - Courtesy Atelier Elipsis - Istambul)</em></p>
<p>Una mostra di fotografie e video per capire come si trasformano le città e come cambiano coloro che le abitano. È <strong><em>CITIES -Places visionaires</em>. Dal 28 settembre all&#8217;Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma</strong>. Da oggi <strong>in anteprima su <em>Panorama.it</em></strong>.<br />
Abbiamo incontrato la curatrice della rassegna, <strong>Camilla Boemio</strong> che ci spiega perché tra le architetture della metropoli diventiamo tutti &#8220;dei funamboli da terra&#8221;.<span id="more-2712"></span></p>
<p><strong>Perché fotografare l&#8217;architettura?</strong> &#8220;Lo si  può capire addirittura attraverso un  film del 1929; <em>L&#8217; uomo con la macchina da presa</em> di Dziga Vertov&#8221; spiega in questa intervista Camilla Boemio, curatrice  della mostra <em>CITIES -Places visionaires</em>, una rassegna di fotografie e video tutti giocati sui temi dell&#8217;architettura. Una sorta di appetizer della Festa dell&#8217;Architettura a Roma, che si terrà nella primavera del 2010.<br />
&#8220;Il fotografo nel film di Vertov&#8221;, prosegue il critico, &#8220;è  perpetuamente in movimento, si sposta con tale agilità e rapidità che diventa impossibile un suo qualsiasi intervento. L&#8217; artista che utilizza il mezzo fotografico, rispetto al pittore di architetture come De Chirico, coglie l&#8217;aspetto capillare della rapidità, e compie un atto di non intervento. La conseguenza grandiosa della fotografia è che ci dà la sensazione di poter avere in testa il mondo intero&#8221;.</p>
<p><strong>Non solo il mondo intero ma anche quello immaginario, come sembra suggerire il titolo della mostra <em>Cities- places visionaires</em> quasi un  richiamo a quelle <em>Città invisibili</em> di cui  raccontava Italo Calvino. </strong><br />
Sì, un legame fra queste fotografie e l&#8217;opera di Calvino può esserci, esattamente in quella capacità che ha Marco Polo, protagonista del romanzo,  di vedere ciò che agli altri risulta invisibile. Nei video e foto in mostra l&#8217;artista coglie lo spazio che ci circonda, ne può amplificare il messaggio di sofferenze e disagio, oppure ne può acuire gioie e quotidianità. Ad esempio  nel video <em>A Station of the Metro</em> di Shaun Gladwell, l&#8217;artista australiano presente anche alla Biennale di Venezia, tutto si gioca sul trovare un equilibrio: i performers si muovono o posizionano i propri corpi in modo che le forze agenti si equivalgano. Insomma, nella città siamo tutti dei funamboli da terra. Anche nel video di Dimitry Gutov <em>From flat to flat</em>, le prospettive si assottigliano e i punti di vista di una normale città cambiano perché la osserviamo al contrario, scoprendo una realtà inedita.</p>
<p><strong>Quali sono le tecniche fotografiche che permettono la creazione di places visionaires?</strong><br />
Ogni artista scelto sviluppa la tematica e il linguaggio in modo diverso. Se vogliamo soffermarci sull&#8217;immagine estetizzante in bianco e nero, non possiamo non amare le fotografie di Peter Schlör: sono un viaggio in un flou perfetto e senza tempo. Le città realizzate da Michael Wolf analizzano le trasparenze dei grattacieli di Shangai, fra solitudini alla Hopper e Blade Runner. L&#8217;<em>Urban Europe</em> di Marco Zanta è un&#8217;esplorazione tra le differenze e le similitudini del nostro continente, così vicino e tante volte così estraneo ai più. La città traslata nel video di Damir Ocko The <em>End of the World</em> reinterpreta i miti classici in un impossibile incontro calcistico concettuale. La Berlino di Basilico è una plastica architettura dalle atmosfere surreali. La città rappresenta la realizzazione perfetta, o quasi, della società nella quale viviamo. Se nel Rinascimento le colline di Firenze erano lo scenario della corte, ora i grattacieli o le costruzioni più avveniristiche testimoniano il cambiamento repentino dello sviluppo globalizzato, con tutte le sue contraddizioni.<br />
<em>CITIES -Places visionaires</em> si aprirà il 28 settembre all&#8217;Auditorium Arte del Parco Della Musica di Roma. Qui la rassegna è visibile in anteprima per <em>Panorama.it</em> - <strong><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/anteprima_web_cities_places_visionaires_in_mostra/184817_anteprima_web_cities_places_visionaires_in_mostra.html">GUARDA LA GALLERY</a></strong></p>
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