- Tags: Barcellona, Laporta, Palloni gonfiati, politica, Zapatero
- Un commento
Il gran salto: dal calcio alla politica. In tanti ci provano, spinti dalla popolarità data dal pallone. Ben pochi però alla fine raggiungono i risultati di un Berlusconi. E non succede solo in Italia: arriva dalla Catalogna la notizia (per ora si tratta solo di un’indiscrezione non confermata dal diretto interessato) che il presidente del Barcellona, Joan Laporta, potrebbe candidarsi alle elezioni regionali catalane del 2010.
L’anno prossimo infatti scadrà il suo mandato come presidente dei “blaugrana” (il F.C. Barcellona è di proprietà dei 163mila soci, che eleggono un presidente, il quale non si può ricandidare tre volte) e il giovane e ambizioso avvocato sta già pensando al proprio futuro. D’altronde in Spagna il calcio e la politica si intrecciano più che in Italia e se il Real Madrid è da sempre “la squadra che tifava Franco”, il Barcellona per i catalani è, come recita il suo slogan, “Més que un club”, più di una semplice squadra. E Laporta è il presidente che ha “scoperto” Pep Guardiola e che ha vinto in appena 6 anni due Champions League e tre campionati e in pochi si permettono di contestarlo.
Lo scorso 11 settembre (festa nazionale in Catalogna) il presidente del Barça è apparso alla testa di una manifestazione degli indipendentisti. E negli ultimi tempi le sue dichiarazioni hanno sfociato spesso e volentieri nella politica, come quando ha risposto a Jorge Valdano, direttore sportivo del Real Madrid, che “Non si possono paragonare la Catalogna e la Comunità di Madrid perché la prima è una nazione e l’altra una delimitazione amministrativa prevista dalla costituzione”.
L’eventuale discesa in campo di Laporta non farebbe affatto piacere a uno dei più illustri tifosi del Barcellona, il premier spagnolo José Luis Zapatero. Nelle due scorse elezioni catalane, i socialisti di Zapatero infatti sono arrivati al governo della regione autonoma grazie a un accordo con gli indipendentisti “di sinistra” di Esquerra republicana, sconfiggendo “Convergencia i uniò“, il grande partito moderato e nazionalista che aveva governato per 25 anni con Jordi Pujol. Laporta è sempre stato considerato vicino proprio a questo partito, ma negli ultimi tempi ha mostrato apprezzamento per gli indipendentisti di sinistra di “Reagrupament” e ha dichiarato che “L’unione fa la forza e in Catalogna ci siamo sempre divisi”. Chissà se pensa di poter essere lui “l’uomo squadra” che serve alla politica di Barcellona.
- Mercoledì 16 Settembre 2009









IL MEGLIO DEI 2011
Tutto su Belen Rodriguez
I calendari 2012
Le gallery più hot e cliccate su Panorama.it


Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese
Adele: una voce (indipendente) che ha conquistato il mondo
Esclusione a Miss Italia 2011? Ma le vincitrici sono le più sexy...
Televisione, le gallery più cliccate: le mamme Juliana Moreira e Alessia Marcuzzi battono tutti








Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 27 Novembre 2009 alle 13:28 La Spagna “il nuovo malato d’Europa”. Ma per Zapatero la vera grana è la Catalogna - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] ma molto mormorati come quello che vorrebbe il presidente del Barcellona, Joan Laporta, pronto a fare il leader della Nazione Catalana, che, ha detto lui, “dovrebbe specchiarsi nell’eccellenza del [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.