
Flavio Briatore / Reuters
Sapremo mai la verità, tutta la verità su quello che i giornali inglesi hanno già ribattezzato “Crashgate“? L’ennesimo scandalo del mondo della Formula 1 ha già causato la caduta di Flavio Briatore. Dopo gli spioni della McLaren ai danni della Ferrari e il sado-nazismo di Max Mosley ora tocca al team manager italiano della Renault essere additato a nuovo “mostro” dello sport. L’accusa è davvero grossa: aver costretto il giovane pilota Nelsinho Piquet, figlio del campione del mondo Nelson Piquet, ad andare a sbattere con la sua macchina nel corso del Gp di Singapore 2008, per favorire la gara dell’altro pilota della scuderia francese, Fernando Alonso (alla fine vincitore). Lo scandalo è scoppiato a quasi un anno di distanza per le accuse dello stesso Nelsinho, che si è così vendicato di Briatore che lo aveva scaricato.
Lunedì prossimo il Consiglio della Fia deciderà sul caso. Mercoledì Briatore e l’ingegnere capo della Renault Symonds hanno annunciato il loro ritiro dalla Formula 1. Una scelta che è stata interpretata da molti come un’implicita ammissione di colpevolezza.
E così sui giornali esteri lo scopritore di Schumacher e Alonso è diventato uno dei peggiori imbroglioni nella storia dello sport. Lo spagnolo “Marca” l’ha associato a una lista di infamie sportive come quella di Rosie Ruiz, che vinse la maratona di Londra usando il metrò, o quella di Tonya Harding, la pattinatrice che fece spaccare le gambe a una rivale. Anche il “Times” parla del “peggiore atto di imbroglio nella storia dello sport”. Ora, se le accuse di Piquet jr., spalleggiato dal padre, saranno dimostrate reali, questo giudizio sarà sicuramente giustificato. Ma il problema è che un giudizio non c’è ancora stato. E neanche prove schiaccianti. Le dimissioni o l’allontanamento di un dirigente non implicano la sua colpevolezza: Briatore ha spiegato al “Daily Mirror” che “lascio per salvare la squadra”, per evitare sanzioni dirette al team o addirittura una squalifica che radierebbe tutta la Renault dalla Formula 1.
Il cuneese non è un personaggio che genera molte simpatie: il suo stile di vita da “Billionaire“, le sue amicizie, non lo rendono certo popolarissimo (al di fuori della Costa Smeralda), “se io mi compro una barca da 40 metri sono un cafone, se lo fa un imprenditore con i dipendenti in cassa integrazione allora è un grande industriale”, si è sfogato una volta. E anche nel circus della Formula 1 la sua posizione non è facile: c’è chi lo accusa di essere un orco che divora i piloti che non gli vanno a genio (come il giovane Piquet), chi invece lo considera un genio per aver fatto esplodere il talento di Schumi e Alonso. Tra i suoi nemici c’è anche Max Mosley, il numero 1 in scadenza della Fia, fatto fuori proprio dalla “Fota”, l’alleanza tra le squadre di cui Briatore, Ron Dennis e Montezemolo sono stati i promotori. Adesso la sua presenza nel consiglio della Fia ha forse consigliato alla Renault di sacrificare il proprio team manager per evitare grosse sanzioni al team. Ora lunedì avremo un’altro episodio di questo romanzo, ma il colpevole di solito si scopre solo nelle ultime pagine.
- Venerdì 18 Settembre 2009









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Il 19 Aprile 2010 alle 7:15 Notizie dai blog su Briatore Potrebbe tornare nel 2013 ha scritto:
[...] Briatore, il nuovo “mostro” dello sport. Già condannato (senza processo) Flavio Briatore / Reuters Sapremo mai la verità, tutta la verità su quello che i giornali inglesi hanno già ribattezzato “ Crashgate “? L’ennesimo scandalo del mondo della Formula 1 ha già causato la caduta di Flavio Briatore. blog: Emanuele Rossi | leggi l’articolo [...]
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