
Giorgio Albertazzi
“Il teatro esorcizza la morte ed è l’unico rimedio alla paura di vivere“. Con queste parole Giorgio Albertazzi parla a Panorama.it della lettura della Divina Commedia realizzata tra le rovine dell’Aquila che andrà in onda, prossimamente su Raidue, in una puntata speciale di Palcoscenico.
Il Maestro ha recentemente ha inaugurato il Todi Arte Festival, quest’anno dedicato proprio al teatro, con lo spettacolo Signori, 5 minuti, scritto da lui. Si tratta di un lungo e provocatorio monologo che spazia dal teatro di ieri a quello di oggi. Albertazzi viene sollecitato ad analizzare la situazione del teatro in Italia da domande poste dalla voce fuori campo di Maurizio Costanzo.
Dice: “Questa singolare lectura Dantis nella città colpita dal terremoto vuol essere un viaggio della speranza che parte dall’Inferno della tragedia e si incammina verso il Paradiso della rinascita”.
L’attore ha anche in progetto la continuazione del programma Il teatro in Italia di cui ha già realizzato per Raitre, assieme a Dario Fo, la parte che arriva fino al ‘700. Si tratta di un appuntamento in cui ogni settimana si analizza un secolo della lunga storia del teatro made in Italy. “Mancano i secoli più vicini a noi, speriamo di portare a termine l’impresa”, dice.
Sull’attuale situazione del teatro nel nostro paese, ha una sua filosofia: “il teatro è cagionevole di salute, è malato, ma non muore mai”, afferma. “È morto giustamente il teatro consolatorio, rifiutato dai giovani di oggi, soprattutto dagli under trenta che aspirano ad una rappresentazione dell’arte dinamica, gioiosa, dionisiaca, direi”. Poi il Maestro individua quello che, a suo parere, dovrebbe fare lo Stato. “C’è bisogno solo di defiscalizzare totalmente il teatro per aiutarlo a rivivere”.
Ed a proposito del poco spazio che questa forma d’arte ha sul piccolo schermo, svela: “così come è oggi, il teatro in tv non va. Deve essere ripensato il modo di proporlo ai telespettatori affinché lo spettacolo non venga snaturato dalla freddezza delle telecamere e diventi solo un documento triste”. Infine Albertazzi puntualizza: “dimostrare che il teatro continua a vivere nonostante sia sempre dato per spacciato, è uno degli obbiettivi del mio spettacolo Signori, 5 minuti. Si inizia con il grido di dolore ‘Ahimè, il teatro è morto’ per poi scoprire che, grazie a morti come Vittorio Gassman e Carmelo Bene, è più vivo che mai”.
- Lunedì 21 Settembre 2009









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Dicembre 2009 alle 20:51 Zione ha scritto:
Le cose nostre (A.A. di casa nostra …) sono sempre entusiasmanti e non temono confronti con chicchessia; anzi rappresentano sempre il Faro dell’Arte, altro che Americanate.
Dopo molto che ci mancavo, ieri sono stato al glorioso Sannazaro (NA) a vedere il meraviglioso spettacolo Caffè Chantant, allestito come si faceva al salone Margherita e al Gambrinus, coi tavoli in sala (e nei palchi), incluso rustici e Champagne (gradito omaggio da parte della Direzione).
Sono state due ore di intense emozioni con un continuo susseguirsi di giovani Artisti di eccezionale bravura, che hanno fatto rivivere la magia del Teatro nei più svariati aspetti.
Fra tutti spiccava la bella e inconfondibile stella, Lara Sansone, che da anni continua a dare lustro a qualsiasi tipo di recita, sullo stesso palcoscenico che la sua grande Nonna, Luisa Conte ha calcato con successo per decenni.
Fanno benissimo i Circoli degli Emigrati Italiani sparsi per il mondo, a tenere vive le tradizioni; perciò frequentateli e quando potete, anche ad ogni morte di Papa, andate a Teatro, che vi rigenera.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.