
Attesa per le Olimpiadi del 2016 (AP Photo/Wong Maye-E)
Copenaghen, 2 ottobre 2009. Quattro metropoli col fiato sospeso per ascoltare le parole del presidente del Cio Jacques Rogge. Una sola sarà la prescelta per ospitare i Giochi Olimpici del 2016. Le candidate arrivate alla votazione finale sono quattro: Rio de Janeiro, Tokyo, Madrid e Chicago. Ognuna ha iniziato da tempo la campagna di autopromozione mediatica e quella dietro le quinte necessaria per ottenere i voti dei delegati del Cio. In ballo non c’è solo un evento planetario ma anche un affare da 3 miliardi di dollari. Si capisce quindi che tutte le città in gioco abbiano schierato i testimonial più influenti dal punto di vista politico e mediatico. Vediamo quali sono quelli che difenderanno le candidature nella capitale danese:
Chicago: può contare su uno sponsor (imprevisto quando fu organizzata la candidatura) senza pari: è la città d’adozione del presidente Obama. Lui ha scritto una lettera al Cio e ha fatto valere tutto il suo carisma, ma probabilmente lascerà la scena nella delegazione che andrà a Copenaghen alla moglie Michelle, nativa della “windy city”. Al suo fianco, come durante la campagna elettorale del 2008, potrebbe esserci la regina dei talk show americani, Oprah Winfrey. E poi sportivi di primo piano come Michael Johnson, Nastia Liukin (medaglia d’oro nella ginnastica a Pechino), Nadia Comaneci e Jackie Joyner Kersee. Mancherà invece (ma appare nei video di supporto) Michael Jordan, che a Chicago ha vinto sei titoli Nba con i Chicago Bulls
Rio de Janeiro: anche la metropoli brasiliana gode del supporto in prima fila del presidente dello Stato, Luis Inacio Lula da Silva, che si è mobilitato anche all’assemblea dell’Onu: “Rio è pronta” ha detto, “non c’è nessun’altra città che lo meita di più, la sicurezza è un falso problema, da noi non c’è rischio di attentati”. Lula può contare sull’appoggio incondizionato di Joao Havelange, ex presidente della Fifa. E ovviamente dal calcio arrivano i supporter più forti: uno su tutti, Pelé. Un bel colpo è stato segnato da Lula con il supporto pubblico dato da Nicolas Sarkozy alla candidatura in occasione dell’ “anno della Francia in Brasile”
Tokyo: Una parata di star ha sfilato ieri per il centro della capitale giapponese per mostrare l’appoggio di tutto il Giappone alla candidatura. Oltre ai politici, nomi poco noti al pubblico occidentale ma popolarissimi in patria come l’attore Kinichi Hagimoto. Ma la delegazione nipponica per Copenaghen sarà composta soprattutto da atleti: una squadra, si legge sul sito ufficiale, di 13 campioni che hanno conquistato 31 medaglie nelle scorse edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Tra le personalità di spicco non sportive, l’ex primo ministro Yoshiro Mori e l’architetto Tadao Ando.
Madrid: Per ragioni geografiche (le Olimpiadi del 2012 saranno in Europa a Londra) è forse la candidatura con meno possibilità, ma gli spagnoli ci credono parecchio e hanno messo insieme una squadra “regale”: il re Juan Carlos e la regina Sofia saranno al fronte della delegazione. Ma il vero “big” degli spagnoli sarà Juan Antonio Samaranch, l’ 89enne ex presidente del Cio (per 21 anni) che già riuscì a portare i giochi nella natìa Barcellona nel 1992 ha ancora una enorme influenza tra i suoi ex colleghi. E poi ci saranno il premier Zapatero e due grandi dello sport mondiale come Rafa Nadal e Pau Gasol (se i Los Angeles lakers lo lasceranno disertare gli allenamenti).
- Giovedì 24 Settembre 2009




















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