
Bruno Senna, nipote del grande Ayrton / France Sport Motor
Come si diventa pilota di una Formula 1? Come si entra a far parte di un gruppo di eletti di 20-25 persone, con guadagni astronomici che rischiano la pelle in pista? Più che essere dotati di talento, è importante portare in dote una buona quantità di soldi. Che rappresentano aria fresca per i team più piccoli, quelli che sono a caccia di giovani talentuosi, ma alle prese con spese ciclopiche.
Nella prossima stagione entreranno a fare parte del “Circus” quattro nuovi team: Campos Meta1, Manor, Lotus e UsF1. Attratti dalla promessa di Max Mosley sul tetto di spesa obbligatorio a 50 milioni, sono rimasti scottati dalla vittoria del fronte dei grandi team Fota, guidato dalla Ferrari, che ha imposto la rimozione dei vincoli di spesa. E adesso per non rischiare figuracce devono correre ai ripari e finanziarsi anche con i piloti. Che si paghino da soli l’ingaggio e qualcosa in più.
Certo, il talento è imprescindibile, ma non basta. In un mondo in cui anche gli esordienti più giovani (quest’anno Alguersuari ha battuto ogni record correndo a 19 anni) hanno alle spalle almeno un decennio di esperienza tra kart, GP2, Formula 3000 e simili. Ma se nel curriculum all’esperienza si unisce uno sponsor personale, una valigetta ben fornita, un cognome interessante, è meglio.
Vediamo alcuni dei possibili esordienti nella prossima F1: Vitaly Petrov, russo, sponsorizzato dalla compagnia telefonica MegaFon, che può portare 15 milioni in dote. Bruno Senna, con quel cognome, garantisce già una grande attenzione mediatica, un po’ come Nelsinho Piquet, che potrebbe rientrare nel giro nonostante il superscandalo di Singapore 2008. C’è poi il caso del messicano Sergio Perez, che corre in GP2 e può contare sull’appoggio del connazionale Carlos Slim, il terzo uomo più ricco del mondo, mentre l’indiano Karoum Chandnok è uno dei candidati alle monoposto della Force India “ma non avrà il volante solo per il passaporto” ha già messo le mani avanti il magnate Vijay Mallya, del team asiatico.
Certo, una buona dote o una famiglia già “nel giro” possono aprire le porte del mondo dorato delle corse più velocemente di quanto avvenisse ai tempi di Enzo Ferrari o Juan Manuel Fangio, che correva con una Ford che serviva pure da taxi e arrivò alla Formula 1 a 39 anni (e vinse 5 mondiali). Ma poi una volta in pista a parlare sono il motore e i piedi.
- Giovedì 15 Ottobre 2009









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.