
Carmen Consoli, Elettra
Sonorità morbide con affondi spesso caldi, a volte stridenti, accompagnano il nuovo album di Carmen Consoli. Dopo tre anni di rincorrersi di progetti, collaborazioni, concerti oltreoceano, direzioni di festival, la cantantessa si è raccolta nel suo nido di Puntalazzo per comporre il suo settimo album di inediti, Elettra, che uscirà il 30 ottobre.
Proseguendo sulla strada tracciata da Eva contro Eva, ma fortunatamente staccandosi da una certa ossessione a bouzoki, duduk o santur che sembrava sogno di radici popolari un po’ troppo “concettuale” e lontano dalle corde intrinseche di Carmen e band, la cantautrice catanese continua a raccontarci le sue storie di donne e la sua prepotente sicilianità .
“Eva contro Eva è la linea che voglio seguire, anche se questa volta ci siamo concentrati più sull’elaborazione dei testi che su quella dei suoni” dice una Carmen Consoli dal nuovo look, capello ostinatamente riccio tagliato poco sopra le spalle. “Il disco è stato scritto in viaggio: in questi tre anni sono stata molto impegnata ma vado sempre in giro con una specie di quattro piste e poi, quando torno in albergo, scrivo le nuove idee in musica”.
Trentacinque anni, Carmen oggi ha gli stessi occhi sgranati e timidi che aveva al suo esordio sul palco di San Remo, nel 1996, ma lo sguardo ora sembra toccare una maturità nuova velata di tristezza, dannatamente verace e bella, che non può non ricordare la recente morte del padre, avvenuta all’improvviso nel maggio scorso. E tra i dieci brani che popolano il nuovo album, la canzone che più di tutte si lascia subito amare è proprio Mandaci una cartolina, dedicata a papà Giuseppe. ‘Tra tutti i giorni in cui potevi partire / Perché hai pensato proprio al lunedì…’, ‘Viva l’Italia, il calcio, il testosterone / gli inciuci e le buttane in preda all’ormone’, canta con musiche suadenti da ballata.
“In questo disco è avvenuto un piccolo miracolo: la trasformazione di un evento molto doloroso in una canzone. L’album nasce come una medicina…” racconta una Carmen decisa, che non perde compostezza e classe neanche quando, proprio mentre sta parlando di suo padre, tra i giornalisti ad ascoltarla si leva lo squillo di un cellulare e parte una telefonata a voce alta che lascia sbigottite e contrariate la sottoscritta e la platea. Carmen no, mantiene il suo contegno e con un garbo unico non si lascia attraversare…
“Mandaci una cartolina l’ho scritta in quattro ore, anche se inizialmente non avevo intenzione di scrivere su mio padre, non mi piace l’autocompiacimento del dolore. Ma è vero che la musica ha trasformato il veleno in medicina. La musica mi salva, per questo non la venderò mai“. E continua: “Alla fine è uscito questo quadro così ironico di mio padre, che aveva un concetto della morte come una grande sorpresa e ci diceva ‘vi mando una cartolina’. E anche il termine ‘buttane’ usato ha un retrogusto ironico…”.
Girano attorno al tema delle ‘buttane’, con la ‘b’ che stempera il termine, anche il video di Non molto lontano da qui, il singolo che ha anticipato l’album, ambientato in un bordello stile anni ‘30 francese ricostruito nello splendido Palazzo Biscari di Catania, e anche Elettra, la canzone che dà titolo all’album. Il richiamo va alla protagonista di tanti drammaturghi greci che istigò il fratello Oreste a uccidere la madre per vendicare la morte del padre Agamennone. Tra mito e amore nascosto sotto mille maschere, la Elettra di Carmen è una prostituta che ‘metteva la cipria consueta nella penombra / Negli occhi il riflesso di sensi abusati e bagliori di strada /”, che può però insegnare la leggerezza del sentimento invece della banalità della carne.
“Elettra è un disco verso l’amore paterno, che è un sentimento più sottile di quello materno, richiede approfondimento, anche per rimuovere l’invadenza dell’amore verso la madre” ammette Carmen… “Elettra è una riscoperta del padre, ma non nell’accezione di volersi accappiare con lui e nelle sfumature da lettino da psicoterapeuta e complesso di Elettra”.
Altre chicche del nuovo album colpiscono immediate e splendenti già a un primo ascolto. Superbo il divertissement con Franco Battiato Marie ti amiamo “scritto per il 50% da me e per il 50% da Battiato”. Forte la storia di abuso domestico Mio zio, dove bei fraseggi musicali iniziali preparano a una caduta nell’abisso con la voce di Carmen che stride e diventa quasi zingaresca, ‘Brava bambina fai la conta / Più punti a chi non si vergogna’. Ennesimo inno d’amore alla Sicilia, ma anche sguardo affilato e ironico sulle contraddizioni della sua terra, è A finestra, in dialetto e strutturata con l’impianto della canzone siciliana: “La tarantella siciliana è diversa da quella del resto del Sud perché racconta storie, cunta” spiega Carmen. “E ha tocchi armonici che ricordano la Grecia”.
Tutto l’album di Carmen Consoli cunta. A volte vellutato, come il voltare delle stagioni che qua e là dipinge, a volte impetuoso, come la sua Catania tra fuoco e mare. Un racconto spesso di cuore, talvolta più cerebrale e alla ricerca della parola, che non si può non ascoltare.
- Elettra
- Elettra
- Carmen Consoli, Elettra
- Carmen Consoli, Elettra
Da YouTube il backstage del video di Non molto lontano da qui:
- Martedì 27 Ottobre 2009

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