Prima si diceva “andiamo da Tina”, adesso si dice “andiamo da Caterina”! Sono a Cervo, un borgo medioevale in provincia d’Imperia. Qui tutti conoscono Caterina Lanteri Cravet. A venirla a trovare non sono solo i liguri della zona, ma anche americani, tedeschi e svizzeri, che da Lugano fanno andata e ritorno in giornata, pur di andare a mangiare nel suo ristorante: il San Giorgio
Mi siedo a fare due chiacchiere con lei sul balconcino del ristorante. “Un giornalista americano ha scritto che cucino come una mamma cuce un vestito da sposa di sua figlia” mi racconta. La sera prima avevo cenato nel terrazzo del ristorante con mio marito e i miei figli, che erano troppo stanchi per mangiare. “Ho notato ieri che due piatti di mezze fettucine di pasta fresca al pesto non sono stati finiti - mi dice con sguardo indagatore. Ho chiesto subito spiegazioni al cameriere e mi sono tranquillizzata quando mi ha riferito che erano di due bambini” conclude sorridendo. Insomma niente esce o entra dalla sua cucina senza che prima lei lo ispezioni. Ovviamente, se Caterina non c’è, la cucina chiude!
È creativa non solo sui fornelli, ma anche nella scelta dell’abbigliamento: una bandana e dei pantaloni a scacchi bianchi e neri, una camicia chiara con un fiocco nero e degli occhiali molto trendy delle stesse tonalità.
La sua filosofia è quella di avere grande rispetto per il cliente. I suoi ‘ospiti’ vengono accolti con un bicchiere di prosecco e un piattino di panizzette (a base di farina di ceci) e pane fritti. La priorità è la passione per la cucina. Non si bada a spese. “Si parla tanto di crisi, ma io, grazie al cielo, non l’ho sentita!” mi confessa.
Il San Giorgio è una vecchia casa del ‘500, un regalo del padre, ristrutturata e trasformata nel 1961 in un elegante salotto del gusto: c’è un bellissimo terrazzo che dà sui tetti di Cervo, delle stanze interne decorate con oggetti, argenteria e dipinti, una piccola saletta con un tavolo apparecchiato per due (la vecchia cucina della casa) e al piano di sopra il bagno, intimo e accogliente. Ho sempre pensato che dai bagni di un ristorante si capisca tutto!
Il figlio Alessandro è l’esperto dei vini. La sua pregiata cantina si trova al piano di sotto, nel più semplice ed informale ristorante San Giorgino, sempre di famiglia.

Caterina Lanteri Cravet mentre racconta di come prepara il risotto al nero di seppia © Alberico Avogadro
Ma quali sono i veri segreti di Caterina? “Il gioco sta tutto nel conoscere i prodotti!” mi spiega. L’ha imparato dalla madre Tina, mentre dal marito ha appreso l’ordine e l’organizzazione. Al San Giorgio tutti i prodotti hanno una storia precisa, persino il rosmarino e l’alloro, che arrivano da un terreno meno esposto al sole. “Quando c’è un po’ d’ombra, sono più profumati” mi confessa Caterina. Come tutti gli chef, anche lei ama mangiare fuori e tenersi informata. Ma copiare non è il suo forte: “La propria identità è la cosa migliore”! Dopo cinquant’anni che lavora in questo settore le piacerebbe scrivere un libro sul modo di interpretare la ristorazione. Poi aggiunge “Di ricette ce ne sono fin troppe!”










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