Johann Cruyff torna in panchina, per la Catalogna. Trema, Padania!

Johann Cruyff quando giocava (contro Franz Beckembauer) / Panoramic-Lapresse

Johann Cruyff quando giocava (contro Franz Beckembauer) / Panoramic-Lapresse

Se in futuro si giocherà un campionato del mondo delle nazioni non riconosciute (ma proprio tutte), la nazionale Padana di Renzo Bossi allenata da Leo Siegel, che ha vinto la “Viva Cup” (il “Mondiale dei popoli”) nel 2009 a Verona contro il Kurdistan, avrà filo da torcere. I pronostici infatti saranno tutti a favore della Catalogna: da ieri infatti la rappresentativa calcistica della regione spagnola ha annunciato che il suo nuovo allenatore sarà Johan Cruyff.

Proprio lui, il profeta del gol, l’uomo del calcio totale, tre volte pallone d’oro con l’Ajax negli anni ‘70 e allenatore del “Dream Team” a Barcellona negli anni ‘90 (quattro campionati e una Coppa Campioni, quella di Wembley vinta contro la Samp di Vialli e Mancini). Cruyff torna in panchina dopo 13 anni da “oracolo” del barcellonismo. E non è una panchina qualunque.

Cruyff conosce bene la realtà barcellonese, visto che vive lì da quasi un quarto di secolo. E sa che il tema del nazionalismo, catalano, basco o galiziano che sia, in Spagna suscita emozioni forti. Proprio nei prossimi giorni il Tribunale costituzionale darà il suo verdetto sullo statuto autonomista approvato dal Parlamento in cui la Catalogna viene definita come “nazione”. La nazionale in realtà è nata proprio a scopo rivendicativo e gioca solo amichevoli di lusso (anche contro nazionali “vere” come Argentina e Olanda) al Camp Nou.

Adesso che il suo discepolo (e catalanista convinto) Josep Guardiola allena il Barça dei record, forse riuscirà anche a far indossare la maglia della Catalogna a campioni come Xavi, Puyol, Bojan, Victor Valdés. E a Madrid non gradiranno. Ma forse neanche a Pontida.

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