
Flavia Pennetta, una delle italiane vincenti nel 2009 - Gregorio Borgia per Ap/Lapresse
Meno male che c’è ancora un Valentino Rossi a tenere su l’orgoglio sportivo del maschio italico. Ma se si esclude il pesarese campione del mondo di MotoGP (e qualche altra lodevole eccezione), il 2009 è stato un anno avaro per lo sport italiano. Certo, per chi vede solo metà del cielo. Perché le ragazze, negli ultimi 12 mesi, hanno surclassato i loro colleghi maschi. Negli sport di squadra così come negli exploit individuali. E non solo: le campionesse hanno anche mostrato di saperci fare di piú davanti alle telecamere o ai flash dei fotografi.
L’ultimo caso? La Fed Cup di tennis, l’equivalente femminile (ma meno considerato) della coppa Davis, quella i tennisti italiani non vedono dai tempi di Adriano Panatta. Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Roberta Vinci e Sara Errani hanno vinto la finale contro gli Stati Uniti domenica a Reggio Calabria. è il secondo trionfo dopo il 2006 e la terza finale in 4 anni. Il coronamento di un anno da incorniciare per Flavia Pennetta, entrata nella top 10 mondiale e vittoriosa a Los Angeles. Un anno in cui la tennista ha mostrato anche il suo lato sexy con sfilate e un’intervista alle Iene in cui raccontava la sua relazione con Carlos Moya e le sue preferenze tra i colleghi maschi.
Una star in rampa di lancio, insomma. Mentre una che é già entrata appieno nel grande show mediatico è Federica Pellegrini. Anche per lei il 2009 è stato l’anno del trionfo: due ori e due record ai mondiali di nuoto di Roma, un libro, copertine di riviste come “Vanity Fair”. Un anno chiuso peró con la tristezza della morte dell’allenatore Pierluigi Castagnetti. L’altra “diva” del nuoto azzurro, Alessia Filippi, ha fatto esultare tutta la sua città , Roma, vincendo un oro e un argento. Sono state loro due le regine di un’edizione dei mondiali in cui i maschietti sono andati a picco. (A parte l’oro di orgoglio e fatica di Valerio Cleri).
Non hanno fatto mancare la consueta dose di medaglie (e non si contano più) le azzurre della scherma nel fioretto: Valentina Vezzali, Margherita Granbassi (tornata in pedana alla grande dopo un “Anno-zero”), Ilaria Salvatori ed Arianna Errigo. Anche se qui, ad onor del vero, i maschi si sono fatti rispettare con i successi di Andrea Baldini nell’individuale e di tutta la squadra nella prova collettiva.
Le cose non cambiano molto per quanto riguarda gli sport di squadra: mentre quasi tutte le nazionali maschili attraversano periodi di buio o rifondazione (e forse quella che sta meglio è quella di Lippi), le ragazze della pallavolo vincono l’Europeo in Polonia e la Piccinini fa sussultare le “Iene” dicendo che l’omosessualità negli spogliatoi non è un Tabù.
E la nazionale di ciclismo maschile che aveva trionfato ai mondiali del 2008? Sparita. Ma ci ha pensato un’altra delle ragazze d’Italia, Tatiana Guderzo, a portare a casa un oro dai mondiali di Mendrisio.
Insomma, dopo questa carrellata di successi rosa e azzurri insieme (e chissà quanti altri ce ne siamo dimenticati), viene proprio da chiederlo: sesso debole a chi?
- Martedì 10 Novembre 2009

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