Piccoli apprendisti contadini per un futuro di ecosostenibilità e pianeta Terra meno sfruttato, spremuto, spolpato.
Armati di stivaletti, vanga, palette da giardino oltre 16.800 bambini di 224 scuole dell’obbligo in 19 regioni d’Italia hanno dato vita al loro orto scolastico, scoprendo i ritmi delle stagioni, la ciclicità della natura, i prodotti e le loro caratteristiche… Da Caltanisetta a Milano, da Macerata a Moncalieri, ecco tanti colorati e sudati Orti in condotta, come si chiama l’iniziativa promossa dallo Slow Food ispirata all’esperienza degli Edible School Garden statunitensi e in poco tempo diffusasi in tutto il mondo, che trova nella giornata di oggi un incontro ideale tra le varie scuole aderenti.
Ma la formazione didattica a un diverso rapporto con il cibo, al valore della biodiversità e al rispetto dell’ambiente attraverso il diretto rapporto con la terra non si ferma ai soli scolari. Ha coinvolto e coinvolge le famiglie e mette in campo anche i nonni ortolani, avvalendosi dell’esperienza personale degli anziani avvezzi alla coltivazione.
“Uno degli obiettivi di Orti in condotta è lavorare attorno a un’idea di coinvolgimento che tocca soprattutto famiglie” dice Silvio Barbero, segretario nazionale di Slow Food Italia. “Per questo durante l’anno ci sono stati anche incontri con genitori dove hanno partecipato dietisti”. E oggi, nella festa collettiva di Orti in condotta, alunni, insegnanti, genitori, nonni si riuniscono in mercatini, merende o cene con i prodotti coltivati, semine di verdure invernali, spettacoli teatrali…
L’invito a cambiare stili di vita questa volta parte dal basso, dai più bassi di tutti, i bambini, che possono diventare lo sprone per le famiglie a un’economia diversa.
“Spesso sono proprio i bambini a stimolare interventi virtuosi” continua Barbero. “Ad esempio nell’orto scolastico è prevista un’area compost, dove sono raccolti anche rifiuti portati da casa. A tal fine i ragazzi a casa hanno invitato i genitori a fare la raccolta differenziata…”.
Orti in condotta è un tentativo in più di porre una base a un modo di vivere più rispettoso dell’ambiente e sostenibile. “Con questo progetto sviluppiamo un’idea di sostenibilità” conclude Barbero. “I bambini sono stati attenti all’uso dell’acqua, a seminare solo prodotti legati al territorio, ad evitare sprechi… Hanno posto un’attenzione particolare ai ritmi della natura”.
- Zappare
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- Piccoli contadini crescono
- Mercoledì 11 Novembre 2009










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