Tutto il peggio del Grande Fratello è qui

Alessia Marcuzzi -  Copyright: Cosima Scavolini/Lapresse

Alessia Marcuzzi - Copyright: Cosima Scavolini/Lapresse


È la parte peggiore del GF, e per questo è la migliore. Perché mette in evidenza ciò che di solito non viene mostrato durante la diretta settimanale.

È Mai dire Grande Fratello, che grazie all’ironia dissacrante della Gialappa’s band (gli autori) svela la vera essenza dei reclusi nella casa di Cinecittà, ne mostra le debolezze, le sfacciataggini, il linguaggio grossolano, la scarsa conoscenza linguistica e culturale. Uno spaccato di quotidianeità che, di anno in anno, è divenuto sempre più godibile. I reclusi vengono impietosamente messi a nudo, non solo fisicamente, con un singolare meccanismo acchiappa-audience. Per chi non ha la possibilità di seguire live le giornate dei concorrenti sul digitale terrestre, oltre la diretta del lunedì sera su Canale 5, ci sono le varie finestre giornaliere sulla medesima rete che però sono sempre epurate da qualsiasi elemento trash.

Mai dire Frande Fratello, invece, fa incursioni, in maniera ironica e irriverente, nella casa di Cinecittà ed ogni anno prende di mira alcuni concorrenti sui quali costruisce dei tormentoni. Nella sua decennale storia ha smitizzato i muscoli dell’ex palestrato Pietro Taricone, il sex appeal di Luca Argentero, gli atteggiamenti di Patrick divenuto poi consegnatore di gongoli a Striscia la notizia, l’esuberanza pettorale di Cristina Del Basso, solo per citare alcuni nomi, costruendo una galleria di esilaranti  parodie.

Quest’anno l’effetto dissacrante
è più intenso e incisivo perché la materia umana si presta maggiormente: i Gialappi (come Alessia Marcuzzi chiama i tre componenti del gruppo) scovano le loro prede negli atteggiamenti più curiosi e singolari e le mettono alla berlina. Interessanti i provini dei candidati scartati. Un “escluso eccellente” alla domanda qual è  Il tuo tallone d’Achille, ha risposto, dopo averci abbondantemente pensato: “Il mio tallone di Achille è Achille”. Un altro l’ha identificato nella bellezza, un altro ancora nella propria forza d’anino. Insomma un florilegio di risposte da far impallidire lo sciocchezzaio di Flaubert. Tra i concorrenti più bersagliati di questa edizione, George il bello e dannato (si fa per dire) di casa GF, Massimo, Mauro e Tullio definito l’Austin Power in versione siciliana.

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