
George Clooney - Epa/Paul Buck
Il Paradiso può attendere. Almeno per George Clooney che riesce a convincere l’Altissimo (interpretato da John Malkovich) a rispedirlo sulla Terra, in cambio di una macchina per fare il caffé.
Accade nell’ultimo spot pubblicitario in cui l’ex dottor Ross di E.R. è testimonial di una nota marca di caffè e della macchina per prepararlo. Ma il paradiso del caffè, in Italia ha un illustre precedente: Paolo Bonolis che, in compagnia di Luca Laurenti, da 15 anni svolazza tra le nuvole, si intrattiene con San Pietro, sorseggiando l’espresso di un’altra nota marca.

Solo che il paradiso di Bonolis è molto nazional popolare e casereccio, vi si parla il dialetto romano, si ammicca persino alla bellezza femminile, si gigioneggia. Un paradiso nel quale il caffè serve a tenersi svegli per badare alle cose che si fanno sulla terra. Mentre in quello dove arriva George le atmosfere più sofisticate ed i dialoghi rigorosamente in inglese evocano film come “Una settimana da Dio”.
La comparsa di George in paradiso ha scatenato le ire dei datori di lavoro di Bonolis & company: orrore! L’aldilà si può copiare anche negli spot pubblicitari, proprio come è accaduto in una miriade di film e filmetti nel corso degli anni. Con poca originalità di idee, per il vero. Certo, dopo tanti anni la coppia Bonolis- Laurenti non ha più nulla di paradisiaco (ove mai l’avesse avuto) mentre George il paradiso lo può far vedere davvero alle telespettatrici. E poi, l’idea che l’Altissimo abbia le medesime nostre debolezze e si faccia corrompere per una macchinetta del caffè (anche se di una specifica marca) non ci dispiace e ce lo fa sentire molto più vicino.
Mi interessa sottolineare come si stia creando una sorta di “heaven business” sul piccolo schermo destinato a durare anche oltre le festività natalizie. Il mistero mai svelato dell’aldilà viene umanizzato ed arriva fino a noi attraverso la tazzina e i testimonial di lusso. Il messaggio subliminale è che anche i Vip un giorno dovranno fare i conti con il paradiso, sempre che riescano a scampare alla selva oscura dell’inferno. Infine non è un caso che Clooney, forte delle frequentazioni sentimantali made in Italy, abbia incrementato la sua presenza negli spot di casa nostra. Ma la Canalis un po’ di italiano gliel’ha insegnato?
- Venerdì 18 Dicembre 2009









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