
Valentino Rossi su Ferrari: i test a Barcellona sono andati bene - Ansa| Ercole Colombo
Rosso Valentino e made in Italy. Ma non stiamo parlando dello stilista Garavani. Bensì del “dottor Rossi”: il più grande centauro in attività. Che potrebbe presto indossare una tuta del colore delle monoposto di Maranello. O delle due ruote di Borgo Panigale. In ogni caso, fare il portabandiera di un team di motori italiani, a cavallo tra l’Emilia e le sue Marche. Ma in Ducati o in Ferrari? L’incognita è questa, sempre che il nove volte campione del mondo, a 30 anni ormai suonati, decida a fine stagione di abbandonare la Yamaha con la quale ha già vinto 4 titoli in Moto GP.
Vediamo perché: l’approdo di Valentino in Ferrari è tema di cui si discute ormai da anni. Ma non senza buone basi: Rossi ha mostrato più volte di saperci fare anche con le quattro ruote nell’inverno del 2006-07, quando provò la Ferrari a Valencia. Esperienza che ha ripetuto nel novembre del 2008 al Mugello e anche nei giorni scorsi a Montmelo, ed è andato davvero forte sulla F2008, segnando un tempo di un solo decimo inferiore a quello della pole di Kimi Raikkonen. Questo dal punto di vista sportivo. Dal punto di vista mediatico, poi, Rossi sarebbe un investimento sicuro, basta pensare a una celebrazione nel suo stile nel più compassato - e meno spontaneo - ambiente della Formula 1. Ma i contro di una scelta di questo tipo non sono pochi: è molto improbabile che Rossi possa essere competitivo per il titolo almeno al suo primo anno da pilota vero di una monoposto: accetterebbe la Ferrari di “sacrificare” una macchina e Valentino di passare da numero 1 assoluto a novellino? Senza contare poi che la Ferrari ha puntato forte (anche in termini di sponsor con il Banco Santander) su Alonso per i prossimi anni e lo spagnolo non ama le concorrenze interne (ricordate Hamilton?). Quindi l’ipotesi resta peregrina, a meno che non si riformi la Formula 1 dando tre macchine per squadra, come sembrava intenzione della Fia un anno fa. Resta una domanda: perché la Ferrari continua a “regalare” test a Rossi? Pura cortesia? Una risposta più plausibile si può trovare guardando la tuta da motociclista di Valentino e lo sponsor che campeggia sul petto: Fiat.
Sembra più percorribile quindi la seconda strada, quella che da Tavullia non porta a Maranello ma a Borgo Panigale, dove nasce la Ducati. Già lo scorso autunno, dopo che la Yamaha aveva rinnovato il contratto a Jorge Lorenzo, Rossi aveva mostrato tutto il suo malcontento (non è un segreto che non gradisca il giovane spagnolo nello stesso box) e minacciato un addio alla casa del Diapason. Il suo contratto con la Yamaha scade a fine anno e il dottore ha annunciato di aver valutato un’offerta della Ducati per il 2011. Pretattica o reale prospettiva?
Giova ricordare che la moto italiana ha già conquistato un titolo mondiale nella Moto GP, grazie all’unico pilota che è riuscito a “domarla” e a tenere testa davvero a Rossi: Casey Stoner, nel 2007. L’australiano è un talento cresciuto in casa e molto più giovane di Rossi, non altrettanto popolare ma forse, da quando ha risolto i suoi problemi alimentari, altrettanto forte.
Insomma anche la pista Ducati non è così libera da ostacoli come sembra a prima vista. E alla fine Valentino potrebbe semplicemente decidere di chiudere la sua carriera in Yamaha magari conquistando ancora un titolo del mondo e battendo tutti i record che ancora gli restano davanti. E scusate se è poco.
- Venerdì 22 Gennaio 2010









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