
Uno sciatore in azione - Impulsiv/Lapresse
“Il Signore s(c)ia con voi”. Lo slogan, geniale, non è frutto di una consulenza di marketing ma l’ispirazione arriva dall’alto, anzi dall’Altissimo. Perché si tratta del motto dell’undicesimo campionato nazionale di sacerdoti sugli sci. “La Chiesa non ha certo bisogno di lezioni di marketing” ci scherza su Monsignor Claudio Paganini, referente ecclesiastico per il CSI (Centro sportivo italiano) che organizza l’evento “lo fa da duemila anni”. Il campionato si terrà a Sestola, in provincia di Modena, l’8 e 9 febbraio. A pochissimi giorni dall’apertura dei XXI Giochi Olimpici invernali di Vancouver 2010. “E’ una coincidenza - dice Paganini - però è bello pensare che anche i sacerdoti avranno le loro Olimpiadi invernali“.
Da undici anni l’iniziativa viene organizzata a Sestola, in provincia di Modena, con la collaborazione di padre Aronne Magni, veterano delle piste. Per quest’edizione sono previste una gara di fondo con le ciaspole e una di slalom gigante. La competizione, assicura Mons. Paganini, è reale: “Neanche ai preti piace arrivare secondi, gielo assicuro“. Ma oltre alle gare ci saranno anche momenti di preghiera e di comunità. Il CSI organizza anche la più celebre Clericus Cup, il campionato di calcio riservato ai sacerdoti di tutto il mondo che si gioca in Vaticano, e lo scorso anno ha dato vita alla prima “Clericus bike” una gara ciclistica sul percorso di una tappa del giro d’Italia.
“Come centro sportivo - spiega Paganini - crediamo che lo sport sia un modo di vivere la fede e i valori cristiani molto valido e per questo ci teniamo al fatto che i sacerdoti lo sperimentino in prima persona e non solo quando fanno da educatori con i ragazzi”. Seguendo l’esempio di papa Woytila. “La frase ‘Il signore scia con voi’ la disse proprio lui, che era un vero sportivo e appena poteva andava in montagna.. quando abbiamo dato vita alle nostre gare sulla neve ci siamo detti ’se lo fa il Papa, nessuno può aver da ridire’”.
Ma Monsignor Paganini sa bene che non sempre lo sport è veicolo di valori positivi, anzi, spesso dà risalto a modelli negativi. “Guardi, io da dieci anni seguo come cappellano il Brescia calcio, e devo dire che gli sportivi sono soprattutto persone, che in quanto tali possono sbagliare. Ma a loro viene concesso molto meno che ad altre categorie come i politici o i grandi dell’economia. Eppure possono essere d’esempio anche con il perdono, la redenzione dopo uno sbaglio”. E con la fede: “Io dico sempre che chi nello sport ha la fede ha una marcia in più, qualunque sia il suo credo. Ad esempio io mica scio bene, ma credo fermamente che arriverò in fondo alla discesa…”
- Lunedì 25 Gennaio 2010









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