Gli Inuit come i Na’vi di Avatar, popolo a rischio col disinteresse dell’Occidente

“Greenland - disappearing Ice Age” - © Andrea Gjestvang

“Greenland - disappearing Ice Age” - © Andrea Gjestvang

Come i Na’vi del film Avatar, gli Inuit - 57 mila persone che abitano la Groenlandia - sono un popolo che sembra arrivato alla fine della sua storia millenaria.

Nel reportage  “Greenland - disappearing Ice Age” - in mostra in questi giorni a Milano alla galleria OpenMind - la fotografa norvegese Andrea Gjestvang ha documentato il dissolversi della cultura di questa gente vittima del surriscaldamento globale e di un crescente senso di alienazione che li spinge all’alcolismo e al suicidio. Il dieci per cento degli Inuit decide di mettere fine alla propria vita prima dei diciotto anni.

In Avatar i Na’vi sono attaccati militarmente da una compagnia interplanetaria, la RDA, che vuole sfruttare Pandora per le sue ricchezze minerarie. Il popolo Inuit è vittima di altrettanta violenza: il silenzio e il disinteresse dell’Occidente che nel ritiro dei ghiacciai vede aprirsi l’occasione per nuovi affari, come l’estrazione del petrolio e del gas.

Ormai molti Inuit vivono solo grazie ai sussidi del governo e si sentono minacciati anche da Greenpeace che vuole “civilizzarli” in nome di un politically correct impossibile da applicare nelle loro terre, dove la caccia alla balena e alla foca sono una questione di sopravvivenza.

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