
Il Concerto (Bim Distribuzione)
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Chi come me ha amato Train de vie non può non attendere con trepidazione il nuovo film di Radu Mihaileanu. Ed eccolo, finalmente, dal 5 febbraio arriva nelle sale Il Concerto, dove con gioia ritroviamo tutto lo slancio un po’ folle e fuori dalle righe che caratterizza il cinema del regista rumeno: emozioni amplificate senza vergogna, avventure rocambolesche ed assurde, umorismo e tragicità.
“Questo film ha nell’animo il temperamento slavo,” ha detto il cineasta in questi giorni a Roma, “e noi dei paesi dell’Est abbiamo sempre la tendenza ad andare verso gli estremi, a superare i limiti e i confini”.
Infatti Il Concerto spesso travalica le soglie del grottesco e del realismo, a volte fa aggrottare le sopracciglia perplessi, altre volte fa ridere di gusto. Fino all’esplosione emozionale dell’esecuzione del Concerto di Čajkovskij, a cui il regista concede generosa pellicola, e anche stille impudiche di sentimentalismo. Ma senza tutto questo non si apprezzerebbe la genialità di Mihaileanu.
Come in un Train de vie, ritroviamo il tema dell’antisemitismo, questa volta però nell’Unione Sovietica di Brežnev, e anche l’allegria dirompente del mondo gitano e l’immigrazione: i russi che si recano a Parigi al Théâtre du Châtelet sembrano un’orda barbarica alla devastazione dell’Occidente. In mezzo al dramma e alla rivalsa dalle persecuzioni del passato, e alla bellezza diafana di Mélanie Laurent, c’è tanto umorismo e c’è tanta musica. Perché, come dice il vecchio ebreo componente della falsa orchestra del Bolshoi, “Meglio avere l’asma che non avere orecchio”.
LEGGI anche: Il Concerto, tragedia e umorismo alla Mihaileanu: video esclusivo
Il trailer di Il Concerto da YouTube:
- Venerdì 5 Febbraio 2010









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Commenti
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Il 15 Febbraio 2010 alle 18:15 cilicchia ha scritto:
Avevo già visto l’anteprima a Roma all’Auditorium Parco della Musica, in lingua originale.
Ora non soltanto sono riuscita a vederlo in italiano, ma ho anche portato mia figlia a vedere un film coinvolgente e pieno di emozioni.
Sono rimasta totalmente affascinata dal film, non è solo una descrizione lineare dei tempi difficili dell’URSS nei giorni della dittatura totalitaria sotto Breznev, ma che mostra tutte le difficoltà della vita ,tratta temi come la libertà, la creatività degli artisti bloccata politicamente… La sceneggiatura è piena di sequenze emotive, le scene si alternano in modo imprevisto e mantengono incantato il pubblico per tutta la proiezione. Per quanto riguarda gli attori, siano essi russi o francesi, la loro interpretazione è magistrale.
il punto culminante del film: un faccia a faccia tra il sorprendente solista e orchestra, momento in cui tutti capiranno la dissonanza degli altri per arrivare a suonare all’unisono.
Questo film non è la storia di vendetta è quella di una vittoria, di ciò che eleva l’anima e che nessuna dittatura potrà rompere.
Inoltre, si dà un nuovo significato alla parola “dignità”, “amore”, “censura”, e permette di scoprire o riscoprire l’Unione Sovietica comunista negli occhi di un musicista di talento.
Il regista ha trasmesso un messaggio positivo: la multiculturalità come valore; la medicina contro l’intolleranza è una sola: la cultura.
Radu Mihaileanu non ha solamente parlato degli Ebrei, ha voluto perpetuarne la memoria. Ha scelto il Concerto di Tchaikovosky perchè ha individuato nella sua struttura compositiva gli elementi che rispecchiano la duplicità del film che alterna momenti tragici a momenti comici. L’orchestra nella sua vitalità rappresenta l’aspetto gioioso del popolo slavo, mentre la musica del violino, malinconica e nostalgica, sottolinea i momenti tragici.
Il 20 Febbraio 2010 alle 11:16 prinzaffiro ha scritto:
Un film eccezionale davvero….
Alla fine del film dico solo una cosa. Talmente tanta era l’emozione e la forza del concerto nel film che non solo il Théâtre du Châtelet di Parigi applaudiva, ma anche la sala cinematografica dove eravamo seduti, mai vista una cosa del genere. E io lo ammetto ho versato anche qualche lacrima di emozione alla fine.
Che film, che trama, che attori. Non so come definire la bravura di tutti quanti e la sinergia recitativa che c’era tra di loro. Oltre ai protagonisti del film c’era un attore, un vecchietto ebreo che mi ha fatto impazzire per tutto il film. Lo stereotipo del commerciante ebreo, ma soprattutto la caricatura russa di Woody Allen (chissà se lui questo film l’avrà già visto o voglia vederlo).
Vediamo come posso esprimere in poche parole l’emozione che un film corale come questo mi abbia ispirato. Ecco si ci sono. Rispolvererò un vecchio cd di mio padre di Cajkovskij e assaporerò ogni nota e ogni battuto di archetto come ho visto fare nel film. Immaginerò le mani che volevano sui tasti di un pianoforte come fossero trasportati dal vento e poi mi siederò e immaginerò i volti del passato che hanno suonato interpretato e sofferto per quelle note.
Un film che dovrebbe e potrebbe essere candidato agli Oscar, meglio di molto film in concorso forse, certo non mi reputo un critico eccezionale, ma un amante del cinema si.
Che altro poter dire di un film che mi ha fatto canticchiare per tutta sera in macchina un motivetto improvvisato e scanzonato che non c’entrava nulla con il resto, ma che mi faceva divertire.
Vedetelo a tutti i costi anche senza aver mangiato perché aspettare ne varrà la pena e uscirete sazi e sobri di vita…fidatevi!
Il 19 Marzo 2010 alle 8:46 Notizie dai blog su Ancora in tempo per “Il Concerto” di Mihaileanu ha scritto:
[...] Il Concerto, nuova piccola perla di Radu Mihaileanu Il Concerto (Bim Distribuzione) GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND Chi come me ha amato Train de vie non può non attendere con trepidazione il nuovo film di Radu Mihaileanu . blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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