
Festeggiamenti a New Orleans per la vittoria dei Saints nel Super Bowl EPA/David Rae Morris
“Oh when the Saints go marching in“. L’inno gospel reso immortale dal grande Louis Armstrong, nativo di New Orleans, l’ha cantato tutta la città. Perché ieri sera (notte fonda in Italia) i Santi sono davvero scesi dal cielo e hanno dato una mano alla loro squadra, i Saints di New Orleans, a vincere il Super Bowl.
Super Bowl, per chi non lo sapesse: la finale del football americano, la partita secca più importante dell’anno negli States e un avvenimento sportivo planetario, anche se ha perso da qualche anno il titolo di partita più vista al mondo in favore della finale di Champions League.
Ma al di là dell’evento sportivo, la vittoria dei Saints contro i favoritissimi Colts di Indianapolis, che schierano uno dei migliori “quarterback” di sempre, Peyton Manning, è stata una vittoria per una delle città più sfortunate degli States.
“Dopo 43 anni, un party a New Orleans” titola il New York Times. Certo un’esagerazione visto che la città del giglio è ogni anno sede del più scatenato carnevale degli Usa, il Mardi Gras, ma è vero che dopo la distruzione dell’uragano Katrina, cinque anni fa, la vittoria del Super Bowl può diventare il segno di una rinascita per l’intera comunità.
New Orleans è una delle città più nere degli States e una di quelle in cui le tensioni razziali sono più forti. Da pochi giorni è stato eletto il primo sindaco bianco in decenni, Mitch Landrieu. Ma ieri sera le maglie nere col giglio dorato dei Saints accomunavano tutti e riempivano le strade abitualmente consacrate alla “movida” dei turisti.
Il potere dello sport è quello dei simboli, non delle statistiche. Per questo la vittoria dei Saints, dati per sfavoriti alla viglia, assume un significato così importante: cinque anni fa, lo stadio dei Saints, il Superdome, era stato il teatro dell’inefficienza dei soccorsi dopo l’uragano. Con gli sfollati praticamente abbandonati a sé stessi.
Il simbolo di una città che andava a fondo. Proprio come i Saints, per anni barzelletta della Nfl, la lega di Football americano. Perdevano in continuazione, il loro ultimo titolo risaliva al 67 e nella stagione del 2005 avevano dovuto giocare tutto l’anno in trasferta. Poi, quest’anno, la rinascita. E la vittoria finale, marcata da una grande partita dell’idolo locale Drew Brees e dalla prova sottotono del grande rivale, Peyton Manning, nativo, guarda un po’, proprio della capitale della Louisiana. Adesso manca ancora una settimana al Mardi Gras, ma il carnevale è già cominciato.
- Lunedì 8 Febbraio 2010









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