
A Courmayeur, in ritiro con gli altri concorrenti dell'Isola - Credits: ANSA/Angelo Musumarra
Come il protagonista d’un romanzo picaresco, ha deciso di andare alla ventura. Anzi: alla Ventura, nel senso di Simona. Il 18 febbraio partirà per i Caraibi, dove vivrà come un Robinson soffrendo la fame e la sete, le intemperie e le punture degli insetti, ma soprattutto la compagnia degli umani: proprio lui, che per misantropia acuta aveva giurato di non uscire più di casa, parteciperà alla prossima edizione dell’Isola dei famosi.
Chi non se l’aspettava non conosce Aldo Busi: eccentrico, paradossale, imprevedibile. Uno scrittore, tanto per intenderci, che sostiene d’aver smesso di scrivere da sette anni e intanto ha appena pubblicato dalla Bompiani “Aaa!”, corroborante trittico di racconti subito andato in ristampa, che termina con un’esilarante domanda d’assunzione rivolta a Carla Bruni Sarkozy.
A convertirlo all’Isola, per sua stessa ammissione, è stata proprio la corrente di simpatia ad alta potenza di chilowatt che s’è instaurata fra Simona e lui, l’«Innominabile». È questo infatti l’epiteto con cui, nel recente libro, Busi finge di autodenigrarsi per bocca del Casto, un laido personaggio passato direttamente dal seminario agli intrighi della finanza parallela, con la stessa disinvoltura dello scrittore nel trascorrere dall’inaugurale Seminario sulla gioventù all’Isola di Simona, nella prospettiva di dimagrire tra frolli lotofagi e circi precarie. Ma soprattutto di recitare se stesso.
«Una clausola mi imponeva di non parlare in modo offensivo di politica e di religione. Ho preteso che venisse tolta» ha dichiarato Busi in un’intervista al Corriere della sera, facendo subito presagire agli improvvisati meteorologi dell’Isola incipienti maremoti polemici e conseguenti picchi dell’audience.
«Ci fa un baffo, lui, a Noi» gli risponde il Casto dalle pagine del libro. «Il suo quid lo consuma giorno per giorno facendo ospitate televisive (…), che lui ne sia consapevole o no, è già stato brevettato e omologato come qualsiasi letterina e meteorina e velina e billionarina con tette e chiappe al vento, è funzionale anche lui come tutti».
Sembra già l’epitaffio dell’esperienza che Busi si accinge a vivere sull’Isola dei famosi. È allora lecito chiedersi da che parte stia davvero l’Innominabile, una volta credutogli sulla parola che i soldi non c’entrano («Mi pagano pochissimo»). Sarebbe sin troppo facile accusarlo di essere contraddittorio: Busi può sembrare incoerente proprio perché è coerente fino in fondo con se stesso. È un ventriloquo del profondo, che ci parla in stereofonia con la voce del Casto e con quella dell’Innominabile allo stesso tempo; ma è anche un narciso impunito che va oltre la vanità del corpo e a 62 anni decide, lui umanamente così pieno di riserbo, di offrire il simulacro della propria senilità incipiente agli sguardi dei voyeur televisivi. E così, «mentre i vecchi tromboni vanno a Fazio», inteso come Fabio, l’Innominabile si converte all’Isola. A convincerlo, più che Simona, dev’essere stato il Casto: potente alter ego di un’Italia che s’ingozza di reality e preferisce lo zapping alla vita vera.
- Martedì 9 Febbraio 2010









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Il 9 Febbraio 2010 alle 21:45 Aldo Busi: mi sa che vado alla Ventura | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2010/02/09/aldo-busi-mi-sa-che-vado-alla-ventura/ Posted by admin on febbraio 9th, 2010 Tags: Francia Share | [...]
Il 18 Marzo 2010 alle 18:08 Busi addio: la RAI dice basta ad Aldo e lo esclude da tutte le trasmissioni - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] pagato caro, Busi, il suo ruolo di disturbatore. Doveva essere una “mina vagante” - citando l’ultimo film di Ferzan Ozpetek [...]
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