
La foto di Pietro Masturzo che ha vinto il World Press Photo 2010
Le fotografie che quest’anno hanno vinto il World Press Photo, il più importante premio internazionale di fotogiornalismo, sono impersonali, anonime, con un’esibita assenza di stile. Niente a che vedere con le immagini crude ed esplicite premiate nelle passate edizioni.
Anche quella giudicata la più bella, la foto dell’anno 2009 - scattata da Pietro Masturzo sui tetti di Teheran - sembra un fotogramma ripreso da una telecamera per la videosorveglianza. Un’immagine difficile da capire senza una dettagliata didascalia.
«Ho scattato questa foto e le altre del servizio - dice l’autore - perché volevo comunicare l’emozione che ho provato quella notte. Ho cercato di essere un testimone discreto che, preferisce raccontare quello che vede senza “distrarre” l’osservatore con inquadrature virtuosistiche o prospettive esasperate».
Cosa facevi a Teheran? Eri lì per qualche testata?
Magari. Prima di partire ho provato a farmi dare un “commissionato”, ho detto che sarei stato a Teheran durante le elezioni. Non mi è riuscito. Forse perché non mi conoscevano.
E come sei finito sui tetti?
Era il 24 giugno, pochi giorni dopo le elezioni presidenziali che avevano confermato Mahmoud Ahmadinejad. Ho sentito voci che venivano dai tetti. Mi sono informato e alcuni studenti iraniani mi hanno detto che era una protesta che riprendeva quella del ‘79, quando Khomeini aveva invitato tutto il popolo a salire sui tetti e gridare ’Allah u Akbar’, Allah è grande. Ho deciso di documentare quello che stava accadendo. Ho provato un’emozione immensa e ho cominciato a scattare. C’era molta tensione, le persone che mi avevano accompagnato sui tetti avevano paura di essere riprese e riconosciute.
In qualche blog sei stato accusato proprio di questo. Dicono che tu abbia vinto 10.000 euro, ma che grazie a quella foto le donne saranno riconosciute e uccise.
Questa accusa mi addolora molto. Non capisco come sia possibile riconoscere quelle donne. Teheran è una città di diciannove milioni di abitanti. E poi ho scattato in modo che le donne fossero mosse e sfocate.
Sei uno che rispetta la privacy?
Non sempre. Alcune volte la privacy va violata e quello che accade va raccontato con le facce. Altrimenti della nostra epoca non rimarrà nessuna testimonianza. Nel caso delle foto in Iran è diverso. C’era un rischio per le persone.
Nelle fotografie che quest’anno hanno vinto il WPP la guerra, il dolore, la miseria non sono esibite come nelle passate edizioni, ma rimangono comunque i temi principali. Non sarà che sono situazioni più facili da raccontare, più fotogeniche?
Sicuramente è più facile, ma non è solo questo. Nel mondo oltre alla gioia esiste anche il dolore e non si può fare finta che non ci sia.
Perché chi fa reportage non parla mai della propria città, della vita di tutti i giorni?
Perché è più semplice scioccare e attirare l’attenzione raccontando una realtà lontana, qualcosa che non hai sotto gli occhi.
E quanto c’entra il fascino del viaggio?
Tantissimo. Uno dei motivi che mi hanno spinto a fare questo mestiere è proprio questo. Viaggiare, viaggiare sempre.
Si può vivere di fotoreportage? Quanto guadagni al mese?
La domanda dovrebbe essere quanti mesi all’anno guadagno. Fino adesso ho guadagnato poco, molto poco. Qualche volta 50 euro per una foto pubblicata, altre volte 400 euro per documentare fotograficamente un convegno. Il reportage invece non rende soldi. Lo fai per passione.
E come paghi i tuoi viaggi?
Mi organizzo, cerco ospitalità…
Adesso che hai vinto questo premio cosa cambierà? Sogni anche tu di finire alla Magnum?
Non mi interessa lavorare per una grande agenzia. Faccio parte di un collettivo di fotografi, Kairos Factory, mi va bene così. Mi piacerebbe potermi occupare di pochi progetti a lungo termine. Vorrei usare la fotografia per conoscere meglio il mondo.
- Giovedì 18 Febbraio 2010








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Il 25 Febbraio 2010 alle 18:45 Quella notte sui tetti di Teheran ha scritto:
[...] settimanale Panorama ha pubblicato un’interessante intervista a Pietro Masturzo, vincitore del World Press Photo Award [...]
Il 10 Maggio 2010 alle 9:30 Notizie dai blog su Intervista a pietro masturzio, freelance che ha vinto il world press photo 2010 ha scritto:
[...] World Press Photo, intervista a Piero Masturzo: “Quella notte sui tetti di Teheran…” La foto di Pietro Masturzo che ha vinto il World Press Photo 2010 Le fotografie che quest’anno hanno vinto il World Press Photo , il più importante premio internazionale di fotogiornalismo , sono impersonali, anonime, con un’esibita assenza di stile. Niente a che vedere con le immagini crude ed esplicite premiate nelle passate edizioni. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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