
di Marco Giovannini
«Gli invulnerabili dei della mitologia greca trasportati nella vulnerabilissima America di oggi»: ecco come in poche parole il regista Chris Columbus riassume il suo ultimo film, “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo - ll ladro di fulmini”, primo capitolo, spera lui, di una lunga serie. L’inventore della saga è Rick Riordan, un professore texano che dopo avere raccontato ai suoi studenti le avventure di dei, semidei, idre e minotauri, la sera usava gli stessi personaggi per le fiabe al figlio Haley.
Esaurite le vicende classiche, se ne inventò di nuove e nacque Percy Jackson: un adolescente introverso che vive a New York con la madre Sally e che non sa di essere un semidio, figlio di Poseidone.
Percy ha un problema: hanno rubato il fulmine di Zeus (che poi è suo zio) e tutti credono che sia stato lui. Se non lo riporterà al legittimo proprietario, scoppierà una guerra; ma il fulmine lo vuole anche Ade (un altro zio di Percy); se non glielo consegnerà, sua madre morirà.
Columbus sentì per la prima volta la storia in un audiolibro della figlia Isabella. E non aveva dimenticato che anni prima era stata un’altra figlia, Eleanor, a farlo entusiasmare per Harry Potter, spingendolo ad accettare di dirigere i primi due film della serie.
«Harry ti presento Percy» scherzano oggi i blog, sottolineando le somiglianze dei due personaggi. «Qualche somiglianza c’è» ammette Columbus «ma c’è anche con Spiderman e con gli hobbit del Signore degli anelli».
Riordan ha già scritto cinque libri di Percy Jackson (in Italia il primo, Il ladro di fulmini, lo ha appena pubblicato la Mondadori), vendendo 9 milioni di copie. Se ne potrebbero trarre cinque film. ll problema è il botteghino.
Dei tanti presunti «nuovi» o «anti» Harry Potter, solo i vampiri di Twilight hanno sfondato. Altre saghe come Eragon, Stormbreaker, Spiderwick, La bussola d’oro, La leggenda del cuore d’inchiostro non sono andate oltre il primo capitolo.
Columbus, poi, si è trovato fra i piedi un avversario imprevisto: un altro film sugli dei, Scontro fra Titani, con praticamente gli stessi suoi personaggi: Perseo, non Percy, è Sam Worthington, il protagonista di Avatar, Zeus è Liam Neeson e Ralph Fiennes è Ade.
Il regista, pur di arrivare in sala per primo, ha rinunciato a girare il film in 3D e ha alzato il target: nel romanzo Percy ha 12 anni, mentre l’attore, Logan Lerman, ne ha 17. E si è permesso qualche garbata allusione sessuale.
Sia Medusa, Uma Thurman, che Persefone, Rosario Dawson, sono irresistibili femmes fatale. Alexandra Daddario, cioè Annabeth, figlia di Atena e fidanzata di Percy, l’ha trovata a New York, perché «a Los Angeles, tutte vogliono fare le modelle e sono anoressiche».
Los Angeles lui non la ama affatto. È stato con piacere che ha piazzato l’Olimpo sopra l’Empire State Bulding di New York e la porta del regno dei morti sotto le lettere dell’insegna di Hollywood.
- Venerdì 19 Febbraio 2010









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