
José Mourinho mima il gesto delle manette sabato sera durante la partita con la Sampdoria - Ansa
Il silenzio stampa imposto a tutta l’Inter dal presidente Moratti dopo la partita di sabato sera con la Sampdoria è stata una decisione saggia.
Ma ha privato i telespettatori di quello che sarebbe stato sicuramente un grande Mourinho-show, nella migliore tradizione dello “Special one”.
Pazienza, lo spettacolo José l’aveva già dispensato in campo: una serie di smorfie, risate isteriche e gesti (come quello delle manette che probabilmente gli costerà un deferimento) da fare invidia a Totò.
Il segno di un nervosismo che non è dovuto solo alle decisioni dell’arbitro Tagliavento (peraltro tutte giustificabili, come ha evidenziato la moviola), un nervosismo che il portoghese manifesta da un po’ e che ha trasmesso alla sua squadra: troppo irruenti nei contrasti, troppe proteste, troppi falli.
È una tattica per mantenere la squadra all’erta o davvero l’Inter, tutta l’Inter, ha i nervi a fior di pelle?
Dopo il derby con il Milan, vinto con una grande dimostrazione di forza, il campionato poteva dirsi già finito. Ma con tre pareggi nelle ultime partite il discorso è riaperto: la Roma è a -5 e il Milan, vincendo il recupero con la Fiorentina, può portarsi a - 4.
Eppure la situazione non dovrebbe sconvolgere i nerazzurri: da almeno quattro anni sono nettamente la squadra più forte in Italia, negli scontri diretti hanno perso solo con la Juventus che è già fuori dai giochi, il Milan è stato praticamente umiliato in 10, Milito continua a segnare, perché allora tanto nervosismo?
Forse è semplicemente la tensione dell’avvicinarsi dell’appuntamento più importante della stagione nerazzurra: mercoledì per Mourinho e per l’Inter lo scontro con il Chelsea di Ancelotti, capolista in Inghilterra, non è una partita come le altre.
Dopo anni di beffe europee, Moratti pretende un’Inter protagonista in Champions. Proprio contro l’ex squadra dello Special One, quella che in fondo lui non ha mai dimenticato. E proprio contro Carlo Ancelotti, l’allenatore che sembra l’esatto contrario di Mourinho come personaggio.
Insomma, si può capire che per il portoghese il discorso campionato sarebbe meglio se fosse chiuso da un bel pezzo, per potersi concentrare sulla Champions. Per questo, nonostante la netta superiorità, ogni decisione arbitrale contraria all’Inter viene vista come la prova di un complotto per tenere aperto il campionato.
La sindrome da accerchiamento può anche funzionare per unire il gruppo, ma alla lunga può anche logorare i giocatori. Ma il complotto è fuffa: la verità è che l’Inter può perdere questo scudetto solo con un suicidio collettivo. Da ipertensione.
- Lunedì 22 Febbraio 2010









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