
Diamo allora un’altra chance alla Maratona di Milano - (11 aprile 2010).
Nel 2009 non si è corsa, e le precedenti nove edizioni difficilmente verrebbero citate da un maratoneta fra le più belle maratone italiane. Giustamente però gli organizzatori ci riprovano: visto che una città come Milano e tutto il movimento podistico della Lombardia si meriterebbero una maratona con i fiocchi.
Per il 2010 si è scelto di spostare la data dall’inverno alla primavera: scelta sicuramente azzeccata per le temperature, ma che schiaccia comunque l’evento milanese fra le maratone super come quella di Parigi che si corre lo stesso giorno o quella di Padova (25 aprile) - che gode di una tradizione e di un credito assai maggiore di quella milanese.
Presa questa decisione di correre a Milano l’11 aprile - pagato quindi il dazio dovuto alla maratona della mia città - mi sento libero di dire che tutte le circostanze fanno però pensare che anche questa volta Milano deluderà i maratoneti.
Non certo per il percorso. È vero che l’idea di una partenza dalla Fiera Rho/Pero non è proprio affascinante, ma il resto del tracciato, una volta arrivati in città, diventa piacevole, addirittura bello e monumentale negli ultimi km.
Il guaio vero della Maratona di Milano sono i milanesi.
Che, in buona parte, hanno sempre dimostrato di restare freddi davanti a un evento che in altre città è una vera festa (senza arrivare alla meraviglia delle maratone nelle capitali d’Europa o a New York, anche le altre maratone italiane, a partire da Roma e Firenze, sono feste). Ma che soprattutto, quando coinvolti nei modesti blocchi del traffico necessari al transito dei maratoneti, tirano fuori unghie e cattiveria e tensione, si accaniscono sui clacson e soprattutto esercitano il massimo del rancore urlando agli sventurati e affaticati runner il peggiore degli insulti/inviti per chi abita da queste parti: “Andate a lavorare”.
Ho avuto la sfortuna di correre la maratona qui a Milano nel 2008: fra sciopero dei Vigili urbani, automobilisti che forzavano i blocchi per attraversare gli incroci, insulti di ogni tipo: quando le forze ti stanno lasciando, guardare in faccia l’odio di chi arriverà in ritardo al pranzo dalla suocera per “colpa” tua trasmette una fiaccante sensazione di insensatezza: la maratona di Milano rimane la peggiore sensazione della mia modestissima esperienza di maratoneta accidentale.
Quest’anno l’organizzazione si è data molto da fare, introducendo, tra l’altro, la Relay Marathon, una staffetta a squadre di 4 runner, che permetterà di entrare nell’evento anche a chi non si è allenato per completare i 42,195 km.
Speriamo in bene. Questa, intanto, la maglietta ufficiale della Maratona di Milano (dal blog di Gasparotto)

Linus e una modella presentano le versioni maschili e femminili della maglia della maratona di Milano 2010
- Martedì 23 Febbraio 2010










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Commenti
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Il 2 Aprile 2010 alle 14:37 Una maratona da correre a piedi (quasi) nudi? - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] Spero di cominciare presto, magari con la ripresa degli allenamenti, subito dopo la Maratona di Milano. [...]
Il 9 Aprile 2010 alle 19:36 La Maratona di Milano e la solitudine della corsa - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] poche ore dalla maratona di Milano (domenica 11 aprile, partenza da Fiera-Rho, ore 9,20), come sempre prima di una maratona è [...]
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