
La gioia di Giuliano Razzoli, unica medaglia d'oro della spedizione azzurra - Epa
“Arrivederci a Sochi 2014“. In molti, nella squadra azzurra alle Olimpiadi di Vancouver (sfoglia le nostre gallery) che si sono concluse ieri notte, non avranno neppure salutato gli altri atleti del mondo con questa frase.
Per sopraggiunti limiti d’età. E per la necessità di rifondare.
L’inatteso e bellissimo oro di Giuliano Razzoli nello slalom di sabato non può infatti cancellare la delusione complessiva del medagliere italiano.
A Torino si chiuse con 11 medaglie di cui cinque del metallo più pregiato, a Vancouver ne sono arrivate cinque in tutto, tre bronzi, un argento e un oro. E ben cinque “medaglie di legno”, quarti posti che lasciano solo un po’ d’amaro in bocca.
Alla vigilia, su Panorama.it, avevamo indicato 11 “medagliabili” per l’Italia.
Alla fine ne abbiamo azzeccati quattro, e per dimenticare le delusioni del fondo, di Carolina Kostner e di Enrico Fabris, c’è la sorpresa del bronzo della giovanissima Arianna Fontana nello short track.
- La grazia di Carolina Kostner sui pattini
- Una caduta: ai mondiali di Los Angeles, nel 2008
- Carolina ai campionati italiani
- La Kostner col fidanzato Alex Schwazer
- Carolina in versione “Winx”
- Carolina Kostner
- Carolina Kostner, con l’oro conquistato a Tallinn
- La pattinatrice azzurra Carolina Kostner, da Bolzano - Lapresse
Dal suo caratterino (ha “sgridato” le compagne dopo la deludente prova di squadra) e da Razzoli deve ripartire la Federazione per arrivare in Russia tra 4 anni con una squadra più competitiva.
Le possibilità, soprattutto nello sci alpino femminile, ci sono. Mentre il ricambio al glorioso fondo azzurro richiederà forse più tempo.
Infine, parliamo di Razzo: il ragazzone emiliano ricorda a tanti il suo amico Alberto Tomba (che ha pianto di gioia per il suo oro). In una squadra azzurra dove domina l’accento altoatesino, la parlata al Lambrusco di Razzoli quando dice a Napolitano “presidente, mi dia del tu..” non può non far venire in mente il più grande campione dello sci azzurro.
Ma il paragone si dovrebbe fermare qui: se Razzo riuscirà a confermarsi anche nel futuro della sua carriera agonistica a questi livelli allora forse lo si potrà paragonare a “Tomba la bomba“, l’augurio principale però è che non finisca mai a fare un film come l’indimenticabile (per la sua bruttezza) “Alex l’ariete”.
- Manuela Moelgg
- Manfred Moelgg
- Carolina Kostner
- Werner heel
- Giuliano Razzoli
- Giorgio Di Centa
- Arianna Follis e Magda Genuin
- Enrico Fabris
- Armin Zoeggler, carabiniere, campione del mondo di slittino - Epa
- Lunedì 1 Marzo 2010









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