
di Pietrangelo Buttafuoco
L’arte di trattare le donne è risolta nello sguardo. Le pupille di Margareth Madè, per fare un esempio, bucano lo splash di un incommensurabile blu.
E solo un artista qual è Giuseppe Tornatore poteva vestirla in Baarìa con la nostalgia del paese, trasfigurarla quale genitrice perché il dunque, nel trattare le donne, è solo nel ripercorrere il tracciato dell’imprinting.
Ogni donna è un ricordo per l’uomo che la guarda. E ogni donna è il racconto di un sorriso: la barca di chiarore (questa è la corona di denti), quella virgola d’allegria a cui s’affida un bimbo in braccio, una falce che fa a fette l’azzurro del cielo per portarci la mamma. Tra le nuvole.
Certo, è un’arte dove si finisce per angelicare quella del trattare le donne, ma poiché sono tutti belli i matriarcati del mondo, per sillogismo retroattivo, lo sono le donne tutte.
Naturalmente «solo quelle sposate» direbbe Elisabetta Gregoraci per tramite d’ermeneutica di Barbara Alberti.
La formidabile Erinni, in questo suo libro (Riprendetevi la faccia, Mondadori), la prende in giro così bene, la ragazzona, da convincerci. E consolarci («Non è un saggio, è un pazzo»). Anche una piccante icona di provincia, quale può essere la moglie di Flavio Briatore, rinuncia dunque alla brama per meritarsi nel pop paradiso dei VIP una favola assai morale.
Ecco: sono finiti i tempi delle palpebre socchiuse e delle labbra rosicchiate nella posa rapita del desiderio camionabile (quello a uso calendario).
Tale e quale a Madonna, intesa Veronica Ciccone, anche la nostra Gregoraci mostra l’orgoglio della fabbrica: solo bebè à gogo.
Ma sono finiti quei tristi calendari, saranno finiti da tre anni, nessun Signor Veneranda attrezza più sudate solitudini con il patinato in mano e gli edicolanti oramai li tirano dietro. Tanto la materia è usurata (tanto s’è rinnovata su internet). E finalmente gli è che le donne della vetrina popolare non si fan trattare più da donnacce.
Ci pensano i trans a coprire il mercato e quello che gli uomini trattano con questi aitanti muratori dotati di poppe (sia detto tra parentesi) non è un interessarsi del femminile per interposto organo genitale, ma un malinteso propriamente voluto. Solo un maniacale cavalcarsi tra uomini. Da trattamento sanitario. Forzato.
Ma, a proposito di Madonna, neppure il tempo di invecchiare in eleganza e già la supera in successo Lady Gaga. Ecco, appunto: il pop non sa trattare le signore se non mutuandone i crismi in plasticuzze di consumo, sempre consumate, ammonticchiate nelle raccolte delle cover.
Come la povera Lady Diana, per dire, svanita senza neppure lo charme di una Sissi, se è vero che dopo Romy Schneider l’imperatrice può ancora tornare dalle nuvole sulla Terra a prendersi gli applausi grazie a Cristiana Capotondi, perché il modulo di trattamento delle donne è solo e sempre uno: il ro-man-ti-ci-smo.
- Giovedì 4 Marzo 2010









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