
Kathryn Bigelow (AP Photo/Mark J. Terrill)
Alla fine a vincere in questa 82/ma edizione degli Oscar è stato, con sei statuette a tre, Davide contro Golia, ovvero The Hurt Locker di Kathryn Bigelow contro Avatar di James Cameron (avevano entrambi nove nomination). Ma vince anche l’Italia che ottiene due statuette inaspettate con il suo prodigioso artigianato: quella alla fotografia di Avatar, andata a Mauro Fiore, e quella ottenuta da Michael Giacchino con Up. Grande sconfitto invece Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino che con otto nomination se ne porta a casa solo una e abbastanza scontata; ovvero quella al miglior attore non protagonista in andata a Christoph Waltz che ha sbancato tutti i premi possibili.
Queste le prime considerazioni a caldo di una edizione che dimostra come Hollywood possa strapazzare con una certa disinvoltura un film come quello di Cameron che ha portato un mondo di soldi all’industria cinema (oltre 2 miliardi e mezzo) (qui tutti i premi).
- Kathryn Bigelow
- Kathryn Bigelow
- Mark Boal, Kathryn Bigelow, Greg Shapiro
- Kathryn Bigelow
- Sandra Bullock
- Jeff Bridges
- Christoph Waltz
- Mo’Nique
- Pete Docter
- Mauro Fiore
- Michael Giacchino
- Juan José Campanella
In realtà a giocarsi la partita erano questa volta tre film sulla guerra: quelli appunto di Cameron, quello della Bigelow e quello fantastico di Tarantino. Ma alla fine ha prevalso quello portatore di più polemiche e che racconta la vita tutta adrenalinica dei militari Usa che disinnescano bombe nella guerra in Iraq. Il film della Bigelow - prima donna a vincere miglior regia e miglior film, e tra l’altro ex-moglie di James Cameron regista di Avatar - è stato definito ”una collezione di scene totalmente implausibili” da parte di alcuni veterani della guerra in Iraq (The Hurt Locker è in Dvd allegato al numero del 5 marzo di Panorama). Non solo. Una azione legale contro il film è stata avviata in un tribunale del New Jersey da un sergente dell’esercito americano che accusa gli sceneggiatori di avere usato la storia della sua vita per il film adesso candidato a nove statuette. E per finire l’Academy ha bandito dalla cerimonia degli Oscar uno dei produttori della pellicola, Nicolas Chartier, responsabile di avere invitato in una serie di messaggi email i membri della Academy a votare per The Hurt Locker e non per ”un film da 500 milioni di dollari”, una allusione evidente alla pellicola rivale Avatar.
Scontata invece la vittoria di Jeff Bridges come miglior attore per il suo ruolo di cantante country in Crazy Heart mentre più bizzarra quella del fenomeno Sandra Bullock in piena serie positiva che, dopo un Razzie ricevuto con ironia solo ieri, oggi si porta a casa l’Oscar per The Blind Side (ancora senza un distributore italiano).
Migliore attrice non protagonista a Moni’que con la storia triste low cost di Precious (anche lui ancora senza distributore italiano). Miglior film d’animazione: Up. Il film argentino El Secreto de Sus Ojos di Juan Josè Campanella ha vinto il premio per il miglior film straniero.
LEGGI anche: Oscar 2010, i nostri vincitori
- Lunedì 8 Marzo 2010









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Commenti
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Il 2 Aprile 2010 alle 12:07 Scarlett Johansson dice no alla chirurgia e pensa al futuro da regista - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] fatto un buon film”. Magari seguirà l’esempio di Kathryn Bigelow e si aggiudicherà un Oscar. .gallery { margin: auto; } .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; [...]
Il 29 Giugno 2010 alle 9:00 Notizie dai blog su Avatar stravince i “Saturn Award 2010″ ha scritto:
[...] Oscar 2010: la Bigelow straccia Avatar, due statuette all’Italia Kathryn Bigelow (AP Photo/Mark J. Terrill) Alla fine a vincere in questa 82/ma edizione degli Oscar è stato, con sei statuette a tre, Davide contro Golia, ovvero The Hurt Locker di Kathryn Bigelow contro Avatar di James Cameron (avevano entrambi nove nomination). blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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