
The Australian Pink Floyd Show di Genova, spettacolo tributo al gruppo - Credits: MarcoMarchelli©kikapress.com
C’è qualcosa di estremamente romantico, a mio parere, nella causa che i Pink Floyd hanno intentato nei confronti della EMI, la loro casa discografica.
Perché in sostanza, al di là dei cavilli, quello che non piace agli autori di “Dark side of the moon” è che le piattaforme digitali vendano la loro musica canzone per canzone.
La ragione è che questo tipo d’acquisto “random”, non terrebbe conto della configurazione originale degli album.
Una posizione comprensibile per una band che ha sempre composto musica nell’ottica del disco e non del singolo brano.
Al di là però delle beghe contrattuali e dei torti e delle ragioni, quello che risulta evidente è lo scontro tra due modi opposti di intendere il mercato della musica.
Che sempre di più è orientato alla vendita online del singolo pezzo. Anche perché di album che valga la pena di comprare per intero ce ne sono sempre meno. Io, però, uno l’ho trovato: “Soldier of love” di Sade.
Pink Floyd: Wish you were here
- Mercoledì 10 Marzo 2010









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