

Maratona di Amsterdam, flickr/luiginter (foto di Anna Cairoli)
Ogni maratoneta accidentale conosce Metronomo.
O meglio, uno come Metronomo.
Metronomo l’ho incrociato per qualche mese nello spogliatoio del centro sportivo dove mi alleno. E’ uno che ha il suo personal best della maratona attorno alle 3 ore e 10, quindi lui non è un maratoneta accidentale (sopra le tre ore e mezzo). E’, fra gli amatori, uno che dunque va piuttosto forte.
Non è per questo però che ci interessa.
Metronomo ci interessa perché è uno di quelli che predicano e praticano (soprattutto praticano) la corsa a velocità costante per l’intera Maratona.
Cosa che in linea generale è molto consigliata e consigliabile. Senonché a me non è mai riuscita e, per quel che vedo, a moltissimi maratoneti non riesce. Metronomo dice che al massimo si possono concedere due o tre minuti alla seconda parte (”alla seconda mezza”) rispetto alla prima.
Per raggiungere questo obiettivo - “qualsiasi sia il tuo livello”, dice Metronomo - “non devi fare altro che scegliere la tabella di allenamento giusta e seguirla alla lettera. Se fai le ripetute, il medio e i lunghi come dice la tabella devi per forza fare la maratona con il tempo previsto e con il ritmo previsto”.
Per preparare le nove maratone che ho corso fino a oggi credo di aver usato almeno sei o sette tabelle di allenamento diverse: e non solo nessuna mi ha fatto correre una maratona al ritmo costante predicato da Metronomo ma l’impressione che ho quando arrivo al 35 km (il momento del crollo) è sempre che la tabella che scelgo sia ininfluente.
Eppure ogni volta ne cerco una diversa, ne vorrei una che faccia il miracolo. Che mi aiuti a tenere il passo costante, a evitare quei sette-otto-dieci minuti di differenza fra la prima metà e la seconda metà della maratona.
Questa volta, per la Milano City Marathon ho provato con quella del FIRST Training Program del Furman Institute of Running & Scientific Training. Appoggiata con un certo trasporto da Runner’s World, che ha curato la pubblicazione del libro che la illustra, Run Less, Run Faster.
Senza annoiare nessuno spiegandola (seguendo il link sopra si trova tutto), dico solo due cose:
1) è una tabella che privilegia l’intensità della corsa rispetto al numero di km;
2) le tre uscite settimanali che prevede (accompagnate da una o due sedute di allenamenti in bici o al vogatore: il “cross training”) sono molto differenti e ciascuna con un obiettivo diverso e molto preciso: ripetute molto più veloci di quelle alle quali ero abituato (per migliorare ma in numero ridotto; corsa “media” su ritmi più alti; lunghi con ritmi che via via si avvicinano al ritmo maratona.
Non importa però, ormai credo che una tabella valga l’altra.
Il punto è, infatti, che anche questa volta mi son fidato di una tabella: perché la tabella è l’illusione di rendere prevedibile e governabile quello che succede dentro di te dopo il 35 km, la speranza rendere ragionevole e correggibile quel vuoto nel quale non ti sembra di riuscire a galleggiare. Forse serve solo a questo.
Vedremo a Milano.
- Venerdì 12 Marzo 2010









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