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«Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…»
La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno.
La giornata è iniziata bene e il cantante dei Muse si concede addirittura un ampio sorriso. «Visto? Non sono poi così triste, ombroso e solitario come mi descrivono da anni» aggiunge ilare.
A funestargli subito l’umore ci si mette però un cameriere dell’albergo che lo ospita a pochi passi da place Vendôme: «Scusi, ma questo tavolo è prenotato. Potrebbe farsi intervistare in un’altra sala?». Scende il gelo.
Bellamy si alza, cerca con lo sguardo il manager della band, poi con passo nervoso s’infila in un salone riservato. Prende posto a un tavolo, gioca un paio di minuti con l’iPod di chi scrive e ricomincia a parlare.
Questa volta a mettergli il silenziatore provvede un reboante martello pneumatico, in azione al piano superiore. Siamo al bivio: si alza e se ne va oppure glissa con britannico self control? Fortunatamente vince la seconda opzione.
«Ma che bello, non mi dà per niente fastidio, anzi ha un suono pieno e potente. Devo consigliarlo al mio batterista». Ride, il peggio è passato e l’arrivo di un caffè bollente cancella ogni residuo d’ira.
«Nella Scala del calcio ho visto un concerto solo, quello di Ligabue. Non conoscevo le sue canzoni, ma ci sono andato per fare compagnia alla mia fidanzata italiana. Dei testi non ho capito niente, però ce n’è uno che mi è rimasto in mente. Faceva più o meno così: “Lembrusc e popcooorn” (ovvero Lambrusco e popcorn, ndr)».
Pur essendo il leader di una delle rockband più popolari del mondo, Bellamy sfoggia un ostinato basso profilo, come se una parte di lui rifiutasse la fama che ha travolto i Muse.
«I giorni successivi all’uscita del nostro ultimo cd, The Resistance, mi hanno cambiato per sempre la vita. In quella settimana ho capito che non era più possibile fare finta di niente. “Siete al primo posto in Italia, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda e Australia”. Dopo due giorni, un’altra telefonata: “Numero uno anche in Germania, Francia e Spagna, terzi in America con 128 mila copie vendute in cinque giorni”. Per non parlare dei complimenti pubblici da parte di Brian May, il chitarrista dei Queen»
Insomma, un botto planetario che ha definitivamente annientato le resistenze dei tre Muse a diventare grandi.
«Quando è davvero su scala mondiale, il successo è come un tuono potentissimo. Assorda, intontisce, cambia la percezione del mondo e, a volte, trasforma le persone intelligenti in veri idioti. A me non è successo perché, un istante dopo aver realizzato quello che stava succedendo, ho iniziato a cercare le ombre in mezzo al bagliore delle luci. E non per pessimismo cosmico. Credo da sempre che nella vita ci siano degli equilibri che vanno mantenuti a qualsiasi costo. Quando la carriera viaggia troppo veloce e ti regala soddisfazioni impensabili fino a qualche settimana prima, non bisogna dormire sonni tranquilli. Significa che il conto sta per arrivare, che la vita, dopo averti dato tanto, è pronta a riprendersi qualcosa»
Parole profetiche senza agganci alla realtà o che cos’altro?
«Purtroppo, è tutto molto reale. Nel momento in cui professionalmente ho toccato il punto più alto sono stato lasciato dalla donna che amo. È una ragazza italiana (Gaia, ndr), che vive sul lago di Como, dove anch’io ho comprato una casa per starle vicino»
Lei studentessa di psicologia, lui rockstar in vertiginosa ascesa: si sono conosciuti a Milano sette-otto anni fa e da allora è stato amore. Con tanto di gite in bicicletta, giornate di pesca al lago e tanti episodi di Lost sul divano.
«Avere il cuore a pezzi mentre tutto il resto della vita funziona a meraviglia è un’esperienza da shock. Potenzialmente è tutto rosa, ma appena metti bene a fuoco la giornata ogni cosa diventa grigia. Quello che è successo mi ha fatto capire che la felicità assoluta non esiste. Lei mi ha lasciato, ma io non mi sono arreso. Farò tutto quello di cui sono capace per riconquistarla»
Lo dice tutto d’un fiato, senza pause, con la voce leggermente strozzata dall’emozione. «Non lascerò nulla di intentato» insiste per farsi coraggio, mentre fissa un punto nel vuoto.
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- Lunedì 15 Marzo 2010









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Il 16 Aprile 2010 alle 12:46 Notizie dai blog su Kasabian coi muse a san siro…..chi non ci va e’ un patacca:-) ha scritto:
[...] Concerto dei Muse: assalto a San Siro «Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…» La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 16 Aprile 2010 alle 17:16 Notizie dai blog su [Musica - News] Kasabian: Apriranno il concerto dei Muse a San Siro ha scritto:
[...] Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
Il 5 Giugno 2010 alle 7:30 Notizie dai blog su Su Rtl 102.5 il concerto dei Muse ha scritto:
[...] Concerto dei Muse: assalto a San Siro «Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…» La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 9 Giugno 2010 alle 8:01 Notizie dai blog su Muse e Kasabian a San Siro: i video del concerto ha scritto:
[...] Concerto dei Muse: assalto a San Siro «Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…» La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 9 Giugno 2010 alle 10:00 Notizie dai blog su Muse @ Stadio San Siro, Milano, 8 Giugno ha scritto:
[...] Concerto dei Muse: assalto a San Siro «Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…» La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 9 Giugno 2010 alle 12:45 Notizie dai blog su Rockol ci racconta i muse a san siro ieri sera ha scritto:
[...] Concerto dei Muse: assalto a San Siro «Cinquantamila biglietti venduti a tre mesi dal concerto? Ma allora riempiamo San Siro…» La notizia del boom nelle prevendite per lo spettacolo milanese dell’8 giugno raggiunge Matthew Bellamy in una Parigi uggiosa, grigia come nelle più buie giornate d’inverno. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
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