
È la stessa squadra? Se lo saranno chiesti in molti martedì guardando la partita dell’Inter contro il Chelsea e pensando alla magra figura del venerdì precedente a Catania.
La risposta è sì: sono le due facce di un collettivo costruito per vincere tutto e stare sempre sulle prime pagine.
Adesso però Josè Mourinho ha alla sua portata un obiettivo storico: conquistare il “triplete“, il “Grande Slam“, insomma la triade scudetto - Champions league - Coppa Italia.In Italia non c’è mai riuscito nessuno. In Europa solo tre allenatori in attività possono vantare un simile record: Josep Guardiola con il Barcellona (nel 2009), Sir Alex Ferguson con il Manchester United (nel 1999) e Guus Hiddink nel 1988 con il Psv Eindhoven.
Inutile dire che Mourinho vorrebbe assai entrare a far parte di questo ristrettissimo club. Ce la farà? Dipende soprattutto (ma non solo) da lui.
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La vittoria in casa del Chelsea ha fatto schizzare in alto le quotazioni dei nerazzurri per la vittoria finale (ora per i bookmakers sono terzi dopo i soliti Barça e Manchester). Ma soprattutto a Stanford Bridge si è vista una squadra matura, coraggiosa e cinica.
In una parola, vincente. E per l’Inter non accadeva in Europa da tantissimo.
Ma la strada è ancora lunga e la direzione in cui si dovrà percorrere il primo passo la dirà domani (onomastico di Josè) l’urna di Nyon, dove verrà effettuato il sorteggio tra le 8 squadre approdate ai quarti: due francesi, due inglesi, una tedesca, un’italiana, una spagnola e una russa.
Intanto però la prima risposta l’Inter dovrà darla sabato sera in un’altra difficile trasferta siciliana, a casa di un Palermo in gran forma.
Lo sforzo di concentrazione per vincere contro il Chelsea è costato all’Inter parecchio in termini di punti: il campionato poteva già essere chiuso da settimane e invece sono arrivati pareggi in serie per la capolista, la sconfitta di Catania, le espulsioni a ripetizione per i giocatori e per Mourinho e le polemiche costanti con Balotelli.
Insomma Mourinho è stato sicuramente bravo a gestire il gruppo in vista della sfida di Londra ma ha lasciato troppo andare i nervi in campionato. E ora il Milan è a un punto.
La squadra deve imparare a gestire lo stress delle grandi sfide senza ripercussioni sul campo: un altro Catania potrebbe essere fatale. E, questo Mou lo sa bene, nel calcio hai ragione solo finché vinci.
- Giovedì 18 Marzo 2010









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