- Tags: Cinema, Il Profeta, Jacques Audiard, Tahar Rahim
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Il profeta (BIM)
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Penso a Il Profeta e penso alla coincidenza che vuole altri film interessanti di questi ultimi mesi porre l’istruzione come mezzo o ancora di salvezza per un futuro migliore dell’asfissiante presente. Vedi il crudo Precious, vedi il fresco An Education. Nell’epoca di Grandi Fratelli, Secret Story (il GF francese), Paris Hilton, Katie Price, forse questa coincidenza non è neanche troppo casuale.
Il Profeta di Jacques Audiard, dal 19 marzo nelle sale italiane, ha come protagonista Malik, un diciannovenne francese di origini arabe condannato a sei anni di galera. Non sa né leggere né scrivere, è schivo e intimorito, facile bersaglio della banda dei corsi che spadroneggia nel carcere… Ma Malik ha occhi grandi e un’intelligenza acuta: mentre il viso si segna di cicatrici e l’anima di macchie non volute, lui apprende dalla violenta realtà di sopraffazioni e studia dai libri del penitenziario. Outsider disprezzato sia dai corsi sia dagli arabi, presto impara il linguaggio dei primi e le ritualità degli altri.
Per questo l’opera di Audiard è altra cosa rispetto ai film di vita nei carceri o ai gangster movie: sempre profonda, non romanza né scende a compromessi, con un’originalità al contempo cupa e luminosa racchiusa anche nell’ironia del titolo Il Profeta, riferito al “nuovo prototipo di uomo” che è Malik, come ha spiegato il regista. Nel carcere di Audiard i detenuti non sono super virili e tutto muscoli come nei soliti cliché, e Malik ha il volto d’angelo di Tahar Rahim, giovane nuovo al grande schermo che con la sua superba performance riesce a dare senso di mistero e ambiguità alla pellicola.
Niels Arestrup, invece, interpreta il boss dei corsi, un leader senza distrazioni che si ritroverà a regnare su una tribù di ragni… Bravo il francese dal cognome danese a sprigionare una spietatezza intoccabile che a volte sembra sciogliersi in fragilità che smuove quasi compassione, ma subito si ritrae con un nuovo sguardo di ghiaccio. A lui e a Rahim gli Oscar francesi hanno assegnato meritati César, come migliore attore non protagonista all’uno, come miglior attore protagonista e miglior speranza maschile al ragazzo.
D’altronde Il Profeta ha messo d’accordo tutti, in patria, dove di César ne ha vinti ben nove e a Cannes ha vinto il Gran Premio della Giuria; in Europa, dove ha conquistato un European Awards, sempre con Rahim; in America, dove è arrivato nella cinquina dei migliori film in lingua straniera agli Academy Awards.
VEDI anche: Il Profeta, video in anteprima dell’atteso film di Audiard
Il trailer de Il Profeta da YouTube:
- Venerdì 19 Marzo 2010









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Il 22 Marzo 2010 alle 8:45 Notizie dai blog su Il profeta. Un film di Jacques Audiard ha scritto:
[...] Il Profeta di Jacques Audiard: impara a leggere, uccidere, sopravvivere Il profeta (BIM) GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND Penso a Il Profeta e penso alla coincidenza che vuole altri film interessanti di questi ultimi mesi porre l’istruzione come mezzo o ancora di salvezza per un futuro migliore dell’asfissiante presente. Vedi il crudo Precious , vedi il fresco An Education . blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 23 Marzo 2010 alle 8:47 Notizie dai blog su il profeta – di Jacques Audiard (Francia 2009) ha scritto:
[...] Il Profeta di Jacques Audiard: impara a leggere, uccidere, sopravvivere Il profeta (BIM) GALLERY DEI FILM DEL WEEKEND Penso a Il Profeta e penso alla coincidenza che vuole altri film interessanti di questi ultimi mesi porre l’istruzione come mezzo o ancora di salvezza per un futuro migliore dell’asfissiante presente. Vedi il crudo Precious , vedi il fresco An Education . blog: canale cultura e società | leggi l’articolo [...]
Il 2 Aprile 2010 alle 15:51 Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, la bella fiaba di Laurent Tirard - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] una delicata dose di buonumore. Con un senso di riconoscimento verso il cinema francese che, dopo Il Profeta, e con La première étoile ancora nelle sale, ci regala un altro film ben [...]
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