
©SCANPIX/BILDHUSET/LAPRESSE
E alla fine l’esperimento si è dimostrato davvero intrigante. Quanto meno per il pubblico, che ha dimostrato di gradire.
Per la gioia di Retequattro, che ha tentato - Lunedì di Pasquetta - di modificare le regole del reality show. Riuscendoci: ha infatti mandato in onda “Ritorno alla natura”, puntata unica di rivoluzionario reality senza nomination, punizioni, confessionali, prove da superare per poter riempire lo stomaco.
Si trattava di una puntata pilota, con la possibilità di diventare un reality seriale. E così sarà, visto il gradimento con cui il pubblico l’ha accolto, in una serata difficile perché di festa.
Abbiamo visto i concorrenti rincorrere un unico scopo: la ricerca della felicità, da conquistare attraverso il contatto ravvicinato con le bellezze della natura.
Sembra un progetto ideologico-filosofico più che uno show televisivo. In ogni caso, una sfida.
I partecipanti, che non hanno vinto nessun montepremi in denaro, sono stati catapultati nella savana in Sud Africa realizzando un viaggio da Port Elisabeth a Cape Town.
Ad accompagnarli c’era Andrea Pelizzari, il campione di apnea che ha dispensato consigli, suggerimenti, osservazioni, durante il percorso.
Quattro partecipanti, tutti dalle storie peculiari. C’era l’imprenditore milanese Nicola Trasatti, 44 anni che così ha commentato la propria scelta:
“sono stressato dal lavoro e dalla quotidianeità. Desidero prendermi una pausa e ricominciare la mia vita dalla natura”
Ma anche la commessa trentaduenne Giulia Rambaldi di Padova, desiderosa di dimostrare a se stessa di poter vivere senza Internet e il telefonino; Michelangelo D’Alessio, 35 anni di Salerno, disoccupato ma sicuro che il rapporto con la natura potrà dargli la carica giusta per la ricerca del lavoro, oltre che della felicità; e Maria Bagnoli, 42enne personal trainer di Napoli, che ha svelato:
“voglio rifarmi una vita perché in amore sono troppo sfortunata, così ho deciso di partire”
Quattro differenti personalità che si sono impegnate nell’arduo compito di non far rimpiangere al pubblico i riti consueti del reality show.
Sono propensa a dare fiducia agli autori del format, tutto made in Italy, che in qualche modo si sono ispirati al film Into the wild. Pretendendo di cogliere anche la voglia di molti di noi di ritrovare valori perduti, quali ad esempio la semplice visione di un panorama o il confronto con il nostro prossimo.
- Martedì 6 Aprile 2010









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