

Lo stile è quello dei rave party, ma alle serate di «tango illegal» non ci sono sostanze da sballo. Solo una gran voglia di ballo.
Tutto inizia con un sms di convocazione in un luogo che rimane segreto fino all’ultimo. Poi, all’orario convenuto, spuntano un iPod e due grandi casse.
Un attimo dopo è la volta dei «tangueros», coppie di ballerini che occupano strade, piazze e vicoli volteggiando sulle note della loro musica preferita. Ne sanno qualcosa i residenti delle case intorno a piazza degli Affari, in centro a Milano.
Qui è andato in scena, ai primi di aprile, l’ultimo blitz notturno nel nome del tango. Ospiti d’onore della serata «illegal», tre musicisti (un francese, un argentino e uno svizzero) che più di ogni altro hanno contribuito alla rinascita di un genere musicale e delle sue suggestioni: i Gotan Project. Spiega Philippe Cohen Solal:
«Chi scende in strada a ballare, a Milano come a Oslo o a Parigi, non sono certo i ballerini professionisti. Quelli che prendono possesso delle piazze di notte sono i nuovi seguaci di questo genere, che (mi prendo un po’ di merito) abbiamo riportato al centro della scena musicale. Rispettando il sound della tradizione con un’aggiunta di elettronica per solleticare le orecchie dei più giovani»
Così, una musica nata in Argentina è diventata trendy nei club più eleganti di New York e Londra. A ribadire la leadership dei Gotan in quell’area musicale chiamata tango elettronico sta per uscire (intorno al 20 aprile) Tango 3.0, un disco con le carte in regola per sbancare le classifiche internazionali, come sottolinea Cohen Solal:
«Per mettere mano a una musica così complessa e contaminarla con l’elettronica o il blues americano occorre essere credibili. In Argentina l’establishment del tango ci ama, perché il suono dei nostri cd ha coinvolto molti adolescenti che consideravano questo sound un residuo del passato. Ovviamente la parte più snob della critica ci odia, ma il tango è patrimonio del popolo, di chi lo balla, non dei recensori o dei puristi»
Anche perché di puro nel tango non c’è proprio niente. Spiega Philippe:
«è una contaminazione tra ritmi africani, sudamericani ed europei. E in origine, all’inizio del Ventesimo secolo, era la colonna sonora dei cattivi ragazzi di Buenos Aires, degli sfregiati nelle risse selvagge tra portuali. L’alta borghesia argentina ne stava alla larga con la puzza sotto il naso. Ma siccome quel che succedeva a Parigi era sinonimo di chic e glamour, i ricchi argentini se ne riappropriarono come se fosse cosa loro»
Parigi capitale europea del tango, ieri come oggi. «Soprattutto d’estate» conferma «quando le rive della Senna si popolano di coppie danzanti. Lo spettacolo più emozionante è però ai piedi di Notre Dame: fino alle 4 del mattino arriva gente che vuole ballare. E, spesso, la musica che li accompagna è proprio quella dei Gotan Project».
- Martedì 20 Aprile 2010









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Il 27 Maggio 2010 alle 10:33 Notizie dai blog su Gotan Project, sold out per la data milanese del 27 maggio all'Alcatraz ha scritto:
[...] all’orario convenuto, spuntano un iPod e due grandi casse . blog: canale cultura e società | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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