
(ANSA/CLAUDIO ONORATI/on /DBA)
Ennesima puntata di Ciao Darwin, questa sera su Canale 5 con il medesimo rituale di trash, voyeurismo, maggiorate seminude, concessioni a un erotismo borgataro che, dopo le 23, ammicca sempre più a una pornografia popolana, ma pur sempre fastidiosa.
Lo sa bene Paolo Bonolis, storico padrone di casa dello show che ha annunciato di voler abbandonare dal prossimo anno la sua creatura televisiva.
Bonolis è troppo intelligente per non essere stanco della bidonville televisiva in cui è costretto a rotolarsi per esigenze d’Auditel.
Per questo motivo si era inventato la ciambella di salvataggio intellettual-filosofica dal titolo Il senso della vita. Si tratta di un programma serio fatto di interviste e riflessioni, che in questa stagione non gli è stato concesso di presentare ma che dovrebbe tornare il prossimo autunno.
Per lui rappresenta una sorta di purificazione dallo stato di regressione in cui precipita settimanalmente al timone di Ciao Darwin.
Non a caso, quest’anno il sottotitolo della trasmissione è proprio “la regressione” che ironicamente vuole rappresentare il degrado in cui può precipitare la mente, la psiche, la volontà umana dinanzi a certe “proposte indecenti” della tv.
Ma io assolvo Paolo Bonolis, perché ha capito, prima degli altri gli anfratti dell’animo, il voyeurismo insito nei telespettatori che “sfogano” nella visione di uno show retrogrado e pecoreccio, tutte le frustrazioni della quotidianità.
Sono considerazioni dolorose, ma purtroppo reali che si possono tradurre così: Bonolis dà al pubblico quello che il pubblico vuole ma non ha il coraggio di chiedere.
Ecco spiegata la prevalenza di contenuti trash, di inquadrature ginecologiche, di signorine e signorini sapientemente svestiti, con sdoganamento totale del cosiddetto “lato B”.
Ciao Darwin mette a nudo in senso totale le debolezze umane, soprattutto la voglia matta di spiare nel buco della serratura: assomiglia in certe occasioni a quei film scollacciati degli anni ‘70 di cui tutti parlavano male ma che poi facevano il sold out al botteghino.
Bonolis accentua il pecoreccio dello show grazie all’esuberante dialetto romano nei dialoghi con il suo partner storico Luca Laurenti, emblema dell’eterno fanciiullino televisivo che sa stupire per la poliedricità professionale.
Possiede, infatti, una voce stupenda, un volto espressivo in grado di spaziare dal comico al tragico con stupefacente trasformismo. E’ tempo, dunque, per ambedue di percorrere sentieri televisivi più dignitosi.
- Venerdì 30 Aprile 2010









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