

di Marco Giovannini
«Quando il primo studio mi ha rifiutato il film, ci sono rimasto male. Ma quando me lo hanno rifiutato tutti, invece, mi sono rincuorato: se non piace ai dirigenti, allora deve essere veramente diverso da qualsiasi altro film»
Il regista Matthew Vaughn racconta con umorismo la difficile avventura del suo film Kick-ass, destinato, negli intenti di Mark Millar, autore dell’omonima serie a fumetti, «a ridefinire i film dei supereroi, così come Pulp fiction di Quentin Tarantino ha fatto con i crime movie».
Nelle sale americane è finito al primo posto del botteghino incassando in tre giorni 20 milioni di dollari (ne è costato appena 28), ricevendo gli elogi del settimanale Time: «Affronta tutti i cliché del genere, sovvertendoli».
A cominciare dalla massima che lo ispira: «Niente poteri, niente responsabilità», che fa ironicamente il verso a quella che il povero Spider-man si sente ripetere in ogni film: «Da grandi poteri derivano grandi responsabilità».
Irriverente e revisionista, il film racconta di un giovane aspirante supereroe, Dave, che compra una ridicola tuta da subacqueo su eBay, si allena in casa come Bruce Lee e pensa di essere pronto a riparare i torti del mondo.
Non avendo né arte né parte, finisce continuamente massacrato di botte, ma una sua missione ripresa col cellulare va su Youtube e lui, col suo improbabile nome di battaglia Kick-ass, diventa una celebrità di internet che risponde ai suoi fan su MySpace.
Il film è divertente, ma anche tremendamente violento, tanto che è stato vietato ai minori.
A entusiasmare tutti i teenager d’America (e impensierire i loro genitori) sono soprattutto le imprese di Hit girl, una bambina di 11 anni, tutina di pelle e parrucca viola, che è stata istruita in casa dal padre ex poliziotto.
Il famoso critico Roger Ebert ha dato al film una sola stella giudicandolo «moralmente riprovevole».
Strano, ma vero: lo scozzese Millar, autore di un altro fumetto diventato film, Wanted, interpretato da Angelina Jolie, ha scritto Kick-ass basandosi su esperienze personali:
«A 15 anni insieme al mio amico Paul studiavo veramente da supereroe, con costume e nome d’arte: Mister Danger. Ci siamo anche allenati per un anno in una palestra di karate. Poi per fortuna abbiamo deciso di smettere, ingrassare e vivere la vita solo come lettori di fumetti»
Prima di conoscere il regista Vaughn, Millar confessa che diffidava di lui: lo considerava un «fighetto» vicino al clan del regista Guy Ritchie (l’ex marito di Madonna), lui stesso sposato con la modella Claudia Schiffer.
«Invece poi ci siamo conosciuti e ho scoperto che è uno dei nostri: nerd e fumettaro come me. Abbiamo appena due anni di differenza, i nostri riferimenti sono gli stessi, da Lo squalo a Guerre stellari»
La società di Vaughn si chiama Marv, in omaggio alla Marvel. E fra i produttori del film c’è Brad Pitt.
Ma della violenza che pensa?
«È da fumetto. Secondo me i genitori si sono arrabbiati per il fatto che Hit girl dice parolacce tremende, più che per la sua abilità con spada e pistola con cui uccide una quarantina di cattivi»
Ed è pronto a scommettere che lo stile del film influenzerà tutti, a cominciare magari già da Spider-man 4, previsto per il 2012, con un nuovo regista e nuovi protagonisti.
Pur avendo incassato moltissimo, le versioni di Sam Raimi con Tobey Maguire e Kirsten Dunst erano diventate troppo costose.
Meglio ripartire da zero, con attori giovani e poco conosciuti, e soprattutto riportando Peter Parker, identità segreta di Spider-man, a scuola, in modo da catturare le nuove generazioni di teenager.
Opposto il caso di Iron man, che nel 2008 fu il primo film prodotto direttamente dalla Marvel (stufa di ottenere solo briciole dalle major di Hollywood).
Nel sequel (nei cinema italiani dal 30 aprile) a Robert Downey jr e Gwyneth Paltrow si sono aggiunti Mickey Rourke, che è Whiplash, scienziato russo cattivissimo armato di fruste laser, e Scarlett Johansson, la Vedova nera, una spia seducente nella sua tutina di lycra e imbattibile nelle arti marziali.
Diretto ancora da Jon Favreau, regista che considera Il cavaliere oscuro (l’ultimo Batman) «non un semplice film, ma un avvenimento culturale», Iron man 2 ha personaggi più reali.
Tony Stark, il miliardario che per sopravvivere è costretto a trasformarsi in Iron man, combatte, oltre che contro molti nemici, anche con i suoi demoni personali: l’alcolismo e il disamore del padre.
Rinunciando addirittura allo scudo dell’identità segreta: tutti sanno chi è e dove vive.
Ironizza Antony Lane, temuto critico del New Yorker: «Ogni film in sala quest’anno sembra basato su un fumetto, o è come se lo fosse, a parte forse i documentari sul pascolo delle pecore».
In realtà questa tendenza sembra valere anche per i prossimi anni, visto che sono già 70 i film in preparazione. Una prova della «cinecomicmania»?
Samuel Jackson, che appare brevemente in Iron man 2, ha firmato un contratto per nove film in cui riprendere il suo personaggio (uno è The avengers, in italiano I vendicatori, un gruppo di supereroi che comprende anche Hulk, Iron man e Thor).
Ma l’elenco degli attori in procinto di indossare tute e maschere è quasi infinito.
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Chris Evans, dopo essere stato l’Uomo Torcia in I fantastici 4, l’anno prossimo sarà Capitan America.
Quanto a Ryan Reynolds, già Deadpool in Wolwerine, sarà protagonista dell’omonimo spin-off e in più interpreterà il nuovo personaggio di Green Lantern.
Sebbene i comics gli diano da mangiare e recitare, Reynolds ironizza sui supereroi in Paperman, dove interpreta, con capelli biondi ossigenati, Capitan Excellence, l’alter ego inventato da uno scrittore a corto di ispirazione per risolvere i suoi problemi.
Pronti a buttarsi sul genere sono anche Megan Fox, che comparirà nel western soprannaturale Jonah Hex ed è in attesa di diventare Aspen Matthews, una biologa marina umanoide, protagonista della serie Fathom, e Rosario Dawson, che girerà un film tratto dal fumetto della serie Oct, Occult crimes taskforce.
E c’è anche un fumetto italiano in arrivo: Dead of night, tratto da Dylan Dog e interpretato da Brandon Routh, l’ultimo Superman.
A proposito di Clark Kent: il regista Chris Nolan, mentre sta pensando a un nuovo Batman, si prenderà cura, come produttore, proprio del rilancio di Superman.
- Mercoledì 5 Maggio 2010









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