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Max Gazzé in concerto - ©Alessandro La Rocca/Lapresse
Non poteva andare meglio, a Max Gazzé, con il suo nuovo album “Quindi?“: in questi giorni è la novità più alta in classifica dischi della settimana.
Il cantante bassista - e da oggi anche attore in “Basilicata Coast to Coast” - lo incontriamo in occasione del XIII Salone del Libro di Torino, per la presentazione in veste di testimonial del nuovo progetto web italiano MemoryHome.
Una voce intelligente che parla e incanta in complicati sentieri filosofici che lasciano l’ascoltatore a bocca aperta.
Eppure i suoi testi sono l’esemplificazione del sentimento e della vita in parole semplici e mai stupide, quelle che troviamo nelle 12 tracce di questo ispiratissimo album d’autore, introdotte dal singolo “Mentre dormi”.
Un artista vero, come quelli di una volta, quelli che solo - e giustamente - nella dimensione live lo ritrovi in tutta la sua carica e forza suggestiva.
Il tour ufficiale sarà a ottobre prossimo, ma lo ritroveremo molto presto per Festival in giro per l’Italia.
Lo abbiamo incontrato per alcune brevi domande.
- Max Gazzé e Rocco Papaleo a Parla con me
- Max Gazzé in concerto
- Max Gazzé in concerto
- Max Gazzé - Credits: Kika Press
Vorrei innanzitutto un commento a caldo sui recente dato positivo in classifica.
“Sono molto contento. Questo risultato va visto però alla luce delle drammatiche cifre di vendita degli ultimi tempi, dove con 4500 copie arrivi già in classifica.
Il risultato è frutto di un bel lavoro di squadra, supportato da una piena sintonia con la nuova casa discografica (la Universal, ndr).
Sono riuscito a portare avanti un progetto di lavoro che non fosse in qualche modo omologato come i precedenti. Il dato Fimi è solo un buon inizio, un punto di partenza per poi dare lunga vita a questo disco”
Qualcuno dice su Itunes: “Posso abbandonare i miei dischi anni ‘70 e ‘80. Finalmente un album da ricantare e da risuonare”. Cosa ne pensi?
“Non posso pensarne che bene. Questo album è il risultato di un mio puro lavoro di “traduzione” in parole e musica del raptus artistico, questa volta senza condizionamenti. Senza dovermi basare troppo sul fattore estetico del brano.
È come un prodotto artigianale che coinvolge a pieno la manualità. Se qualcuno canta in spiaggia le mie canzoni, questa è la cosa migliore che un cantante possa aspettarsi”
C’è qualcosa che senti di voler dire in più in merito al disco?
“Penso che il concetto di meritocrazia si debba basare sul fatto che se una cosa vi piace e la trovate bella, dovete dirlo in giro e diffondere la voce sulla sua qualità. Per dare nuovo equilibrio alla situazione discografica italiana è importante che l’ascoltatore punti oggi sulla differenziazione dell’acquisto musicale.
Emma Marrone fa parte della mia stessa casa discografica e non ho alcun atteggiamento discriminatorio nei confronti del suo lavoro, trovo che sia carina. È utile, in generale, che prima del giudizio ci sia l’acquisto e l’ascolto di più cose.
È come quando vai in libreria e trovi un libro di Kinsella come “I love shopping” e uno di Galimberti (filosofo, ndr). Li compro e li leggo tutti e due. Mi rendo conto a quel punto che non sono uguali che la loro differenza è fondata su cosa ognuno di essi può e vuole rappresentare per il suo pubblico”.
- Lunedì 17 Maggio 2010









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