
Prince of Persia: Le sabbie del tempo
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I produttori sono gli stessi della trilogia dei Pirati dei Caraibi, Walt Disney Pictures e Jerry Bruckheimer Films. Il regista è Mike Newell, di Harry Potter e il calice di fuoco, il protagonista è l’ex cowboy gay di Brokeback Mountain Jake Gyllenhaal, più abituato a drammi psicologici che a film d’azione. L’ispirazione viene dal videogioco creato da Jordan Mechner.
Con questo colorato e dissonante pout-pourri di componenti e premesse non potevo che avvicinarmi a Prince of Persia: Le sabbie del tempo (dal 19 maggio nelle sale) con diffidenza e curiosità.
E la diffidenza spesso paga, perché quando non ti aspetti granché raccogli impressioni più buone di quanto sperassi. Ecco così che il fantasy avventuroso ambientato in terre orientali si lascia guardare con simpatia, discreta favola americana per un pubblico ampio, tutta intessuta di fughe, misteri e combattimenti patinati.
Al centro della storia ci sono il principe persiano Dastan, un Gyllenhaal inedito e da ammirare che per l’occasione sfoggia muscoli tonici e capelli lunghi selvaggi, e un pugnale magico, dono degli dei che permette di riavvolgere il tempo. Guardiana di questa arma che può rivelarsi letale in cattive mani è la principessa Tamina, che ovviamente non poteva non essere bellissima e in scollature succinte, nelle carni di Gemma Arterton.
L’idea di poter tornare indietro nel tempo, a un punto qualsiasi della propria vita ma con la coscienza di quanto già vissuto, ha un fascino arcano… Chi non rimarrebbe sedotto dal poter avere una seconda possibilità per evitare errori, per affrontare situazioni con la conoscenza di quello che potrebbe essere, per approcciarsi a persone sapendo già la loro vera natura, menzognera e pericolosa o leale e da amare?
Il canovaccio che sorregge Prince of Persia sembra studiato apposta per ammaliare, con l’ingrediente della magia inserito in una terra esotica e accattivante come l’antica Persia, tra distese di deserto e palazzi eleganti dalle geometrie inesplorate. I vestiti sono intriganti e ammiccano allo spettatore, realizzati dalle mani di Penny Rose, costumista della ciurma dei Pirati dei Caraibi. Questa grande profusione di charme orientale, però, non nasconde evidenti zoppicature nello script, cali di ritmo, disarmonie nella trama. Un esempio? È abbastanza evidente che Tus (Richard Coyle), fratello maggiore di Dastan ed erede al trono, non sia a conoscenza dei poteri del pugnale e che la supposizione iniziale di Dastan sia ingannevole e troppo ingenua.
Inoltre, nella probabile ansia di non lasciare dubbi nello spettatore, i dialoghi dei protagonisti troppo spesso tendono ad anticipare gli sviluppi della storia.
Una lode va invece agli effetti speciali (oltre 1.200 effetti visivi, diretti da Tom Wood) che hanno reso così naturali ed eleganti le corse impossibili di Dastan lungo i muri, saltando di tetto in tetto, da una trave all’altra. I suoi movimenti da antesignano del parkour sembrano così normali e spontanei che, uscita dal cinema, per un attimo ho creduto di poter balzare da un marciapiede all’altro, scavalcando il traffico e lanciandomi sul lato opposto della strada, a Milano.
Il trailer di Prince of Persia: Le sabbie del tempo:
- Venerdì 21 Maggio 2010









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Commenti
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Il 23 Maggio 2010 alle 22:48 lillo111 ha scritto:
lo andrò a vedere.
Il 23 Settembre 2010 alle 17:13 Dvd in edicola con Panorama, Prince of Persia - Le sabbie del tempo - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] degli effetti speciali da puro action movie. È la miscela esplosiva da cui nasce Prince of Persia – Le sabbie del tempo, prossima anteprima Dvd e Blu-ray di Panorama (dal 24 settembre in edicola). Ispirato [...]
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