

Tre anni fa avevano intasato le radio e e le tv con la super-hit Drops of Jupiter. Ora, dopo essersi scrostati di dosso la patina levigata della popolarità, i Train scelgono di tornare sui propri passi facendo germogliare quelle venature rock-blues screziate di folk, confezionando un album distante dagli standard del mainstream.
Se il tormentone Hey, soul sister suona accattivante, in realtà Save Me, San Francisco si rivela, ascolto dopo ascolto, un cd zeppo di canzoni “cucite a mano”.
Il leader Pat Monahan esplora l’abisso dei sentimenti in 11 brani drammatici e ricchi d’immaginazione, in una straordinaria infilata di melodie trasversali, immediate ma lattiginose, rotonde eppure spigolose.
Languidi scatti in bianco e nero e ballad di viva intimità si alternano e si sovrappongono a scatti dall’incedere claudicante secondo le regole di un alfabeto musicale davvero pregiato, fatto di risonanze e stratificazioni. Eleganti, mai ostentate. Brindo, quindi, a questo gradito ritorno innaffiandone l’ascolto con tante e frizzanti “drops of bollinger”.
- I tre componenti dei Train, la band di Hey, Soul Sister
- La copertina del cd dei Train
Train: Hey, Soul Sister
- Venerdì 4 Giugno 2010









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