

«Chi l’ha detto che i giovani non hanno ideali? È falso. Basta salire su un autobus per rendersene conto. C’è un nuovo credo che si tocca con mano: l’assenza di peli. Per la rasatura totale sopportano un dolore bestiale, spendono soldi, investono tempo. Se questi non sono sacrifici»
È l’inconfondibile stile Elio, all’anagrafe Stefano Roberto Belisari, classe 1961, diplomato in flauto traverso al Conservatorio di Milano.
Del suo presunto futuro da giudice di X-Factor non vuole parlare («Perché, contrariamente a quel che si dice, non c’è niente di definitivo o firmato. Al momento, sono solo in corso delle trattative» puntualizza il suo staff), ma sui ragazzi dei talent show che impazzano in classifica con canzoni d’amore qualcosa da dire ce l’ha. Basta pungolarlo:
«Se proprio devo ascoltare la canzonetta melodica all’italiana, allora preferisco recuperare gli originali: Massimo Ranieri o Gianni Morandi»
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese, artisti e musicisti
- Elio e le storie tese - Faso
- Elio e le storie tese - Christian Meyer
- Elio e le storie tese - Cesareo
Pregiudizio o nostalgia?
Nessuno dei due. Provi ad aprire due finestre di Youtube: nella prima mette Massimo Ranieri, giovanissimo, ai tempi di Erba di casa mia. E, nell’altra, uno dei ragazzi che sfondano grazie alla tv. Beh, mi dispiace dirlo, ma non c’è partita. Il motivo è che ai cantanti di questa generazione manca la tempra che nasce dall’incontro-scontro con il pubblico vero, quello dei teatri e dei locali dove si fa la gavetta. I talent show non fanno schifo in sé, ma producono fenomeni effimeri, leggeri. Noi, come Elii, abbiamo iniziato a suonare nel 1980. Il nostro primo disco è datato 1989. Credo di avere detto tutto…
Che cosa le fa pensare che questi artisti non abbiano una possibilità di carriera?
Il fatto che si preoccupino più della qualità delle foto promozionali che della musica. E che abbiano come unici obiettivi la vittoria al talent e il primo posto in classifica. Però, una volta bruciate così le tappe, dove vanno? Da nessuna parte.
Lei, che invece calca palchi da trent’anni, si sente una star?
Ma mi faccia il piacere… Con i soldi che ho guadagnato non avrei mai potuto fare la vita da nababbo. E poi mi sono sempre tenuto lontanissimo dagli eccessi della vita da celebrità. Quindi, brodo alla sera e a letto presto. L’unica cosa che mi tiene sveglio fino a tardi è la striscia «hot» di La pupa e il secchione. Quella non voglio perdermela. Perché è il punto più basso della tv. Ma sono certo che riusciranno a fare di peggio.
È sempre convinto che l’Italia sia «La terra dei cachi», come cantavate a Sanremo 15 anni fa?
Ora più che mai è la terra dei cachi. Magari anche un po’ marci. Per la massa la parola cultura è diventata indigesta, un sinonimo di qualcosa di noioso, vecchio e superfluo. Allora, meglio un po’ di leggerezza e superficialità. Basta schiacciare il telecomando e ci si diverte come matti.
La accuseranno di essere il solito snob.
Bisognerebbe anche andare oltre lo stereotipo secondo cui chi critica è solo un radicalchic. Nessuno è meno radicalchic di me. Io giro per Milano in metropolitana e con i mezzi di superficie, mi immergo tra la gente, guardo la trash-tv. Voglio sapere, capire. Il problema è che, a volte, quello che vedo e che sento mi fa paura.
Come definirebbe la musica del suo gruppo?
Musica impegnata, nel senso che è fatta da gente che si impegna, che si fa il c… Qualcuno potrebbe obiettare: vi impegnate per fare delle puttanate. Sì è vero, però almeno ci impegniamo. Detto questo, vorrei ricordare che ci siamo ritrovati su un palco con Carlos Santana che suonava il nostro hit Tapparella. O con James Taylor che ci ha voluto come suoi musicisti. Insomma, non proprio due dilettanti allo sbaraglio.
È vero che dopo la partecipazione a Sanremo venne interrogato dai carabinieri?
Ebbene sì. C’erano indagini in corso, una per questioni di appalti e sponsorizzazioni e un’altra, credo, per questioni di classifica finale. Noi eravamo arrivati secondi dietro Ron. A un certo punto vennero convocati i partecipanti alla gara, quindi anch’io. Mi trovai di fronte a un carabiniere che voleva sapere se Pippo Baudo avesse tentato di influenzare in qualsiasi modo il testo di La terra dei cachi. Se aveva esercitato delle pressioni indebite… È stato un momento surreale e meraviglioso.
Almeno quanto il vostro remake di «Italia amore mio», cantata a Sanremo da Pupo ed Emanuele Filiberto.
Riascoltandola abbiamo fatto una scoperta: il principe ha stonato molto meno di Pupo.
- Venerdì 11 Giugno 2010









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Giugno 2010 alle 18:15 Vasco Rossi e “London Istant Live”: 150 mila copie e 1 mese e mezzo di tempo per scaricarlo. Corsa all’acquisto? - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] realtà c’è un antesignano molto noto, ma soprattutto molto più istant, ed è quello degli Elio e le Storie Tese, che già nel 2004 vendevano la prima ora dei loro live fresco di masterizzazione subito dopo il [...]
Il 29 Luglio 2010 alle 18:18 I 15 cantanti italiani più amati su Twitter. Da Cesare Cremonini a Laura Pausini - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] Terzo posto con 11.237 followers: il Twitter di Elio e le Storie Tese. Twitter di grande successo, unica band italiana della nostra classifica. Non sono aggiornamenti frequenti e diretti, ma ci sono parecchie opportunità e occasioni per gli utenti web. Da non perdere. Ecco una recente intervista per Panorama.it. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.