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Sorelle Marinetti
Dopo la deliziosa performance sanremese con Arisa, si preannuncia una lunga estate quella delle Sorelle Marinetti.
Che dal 25 maggio 2010, data d’uscita del loro secondo album “Signorine Novecento”, sono impegnate in un lungo giro di promozione fatto di interviste e esibizioni.
Un progetto, quello del trio, nato nel 2007 e che si sta facendo spazio nella scena musicale italiana conquistando fan ed estimatori soprattutto nella dimensione live.
E che ora torna in commercio con un disco di 15 cover d’autore, per ritrovare ancora una volta quel sapore musicale anni ‘30 che non abbiamo mai conosciuto e che per tanti motivi validi vale la pena ritrovare oggi, d’estate.
Abbiamo parlato di questo nuovo prodotto discografico con Christian Schmitz (curatore musicale del progetto) e con Turbina Marinetti, portavoce del trio. E chiesto una personalissima selezione di brani per l’estate in pieno stile “Sorelle Marinetti”.
- Sorelle Marinetti - cover “Signorine Novecento”
- Orchestra Maniscalchi e Sorelle Marinetti
- Sorelle Marinetti, Gianluca De Martini e Christian Schmitz
- Sorelle Marinetti e Christian Schmitz
- Sorelle Marinetti
Christian, parliamo subito di “Signorine Novecento”.
Al contrario del primo disco “Non ce ne importa niente” c’è una formazione allargata. Mi riferisco all’Orchestra Maniscalchi. Anche loro lavorano su un repertorio musicale italiano nel periodo tra le due guerre.
Tre ottoni, 3 sax e tutta la sezione ritmica, una vera e propria big band. La scaletta comprende brani attinti dal repertorio meno conosciuto del Trio Lescano (trio vocale femminile attivo nel periodo della fine degli anni ‘30, fino alla fine della seconda guerra mondiale, ndr) e di autori attivi già prima della guerra che scrivevano in uno stile swing.
Nel disco ci sono strappi alla nostra regola inserendo anche pezzi di autori americani che hanno realizzato il pezzo tradotto in italiano, come “Ma perché”.
L’uso di tradurre i brani di autori stranieri c’è stato fino agli anni ‘60 e ‘70. Si facevano cantare agli stessi cantanti i brani in altre lingue. Una fra tutte Mina: in quegli anni si usava diffondere il pezzo da un unica fonte.
Nel brano “Liebes kleines fraulein” ho costretto di nuovo le Marinetti a cantare in tedesco: negli anni difficili della vicenda storica tedesca c’era una realtà di musiche leggere e swing vivace. Questo è anche un modo per allargare la platea di ascolto.
Ogni brano di questo disco ha comunque una storia molto ricca alle spalle.
Perché scandagliare la musica anni ‘30 e ‘40?
L’idea è nata 4 anni fa con Giorgio Bozzo, interessandoci del lavoro del Trio Lescano. A Giorgio è venuta l’idea folle di fare interpretare le canzoni in modo particolare, da tre ragazzi “en travestì”. Un contraltare delle Lescano.
Siamo partiti da quel repertorio del trio nella memoria di molti. Loro hanno inciso più di 330 canzoni e la maggior parte di esse sono sconosciute. Nel periodo del loro successo si scoprì poi che la madre di loro tre era ebrea. Quando si venne a sapere l’epilogo fu drammatico.
La loro musica è bellissima, vivace, fresca e ingenua. Il loro compito era far ridere in un momento in cui c’era davvero poco da ridere.
Ogni brano selezionato per le Sorelle Marinetti ha una storia incredibile, oggi è ancora così nel panorama della musica italiana?
Una volta c’erano figure professionali solide: il compositore, l’arrangiatore, parolieri eccezionali. C’era una complessità dovuta anche alla gente, che in quel periodo era abituata ad ascoltare musica di un certo spessore.
Dopo il 45, il rock and roll e la musica leggera e il pop poi hanno progressivamente ridotto quello specifico musicale. L’ascoltatore è diventato un essere cui presentare musica meno complicata possibile. La musica pop di oggi è un giro di pochi accordi come la musica lounge ne ha spesso due. Si tratta di musica impoverita.
Una volta era impensabile. Ma anche se la musica che presentiamo è più “articolata”, piace anche ai bambini. Tutto si può presentare nel mondo giusto e può goduto anche se è più complesso. La nostra differenziazione dal resto rende tutto più affascinante.
Turbina Marinetti, spesso si legge che siete un bell’omaggio alla femminilità…
Il lavoro che abbiamo svolto è ispirato, come già detto, al Trio Lescano, ragazze della media borghesia che la mattina si recavano in radio per interpretare le loro canzoni. Siamo molto ispirate a quell’immagine e alle riviste e dai film del tempo.
Rappresentiamo una femminilità sobria e non volgare. Siamo ispirate ad un certo un tipo di femminilità che non c’è più e nella quale molte donne non si riconoscono più e c’è molta nostalgia nel ritrovarle in noi.
Poi è chiaro che la femminilità è un campo vasto. Noi ci siamo ispirate a quella femminilità. Erano donne molto forti che vivevano in un tempo particolare e riuscivano ad essere a loro modo moderne.
Se si pensa al fatto che il 90 per cento elle donne era a casa a curare i figli e la casa, erano poche invece quelle che si occupavano di radio e di cinema. Persino lavorare ai Grandi Magazzini era un lavoro molto prestigioso.
Uno dei valori fondamentali del trio è certamente la dimensione Live. Anche i più diffidenti rimangono incantati dalle vostre performance. Qual è il vostro segreto?
È qualità del progetto. C’è una vera orchestra swing italiana. Ci siamo noi, tre signorine che attraverso la loro gestualità e la loro voce permettono una sorta di viaggio nel tempo ricreando una magia tipicamente teatrale.
Al pubblico doniamo questo. Se c’è la fortuna di poter fare un grande lavoro dietro le quinte come il nostro, si nota.
Ci sono sviluppi sulla vicenda infelice che ha visto la vostra fuga da Domenica In dopo Sanremo?
La cosa è sorpassata. Un momento di rifiuto da parte nostra, quello, che aveva le sue giustificazioni.
Poi pare che Pippo Baudo sia ritornato sui suoi passi: non era nelle sue intenzioni insultare il nostro progetto, ma con le sue parole ha toccato negativamente non solo le sorelle Marinetti, ma è anche allo staff che ci lavora.
È stato un atteggiamento, il suo, denigratorio. Una ridicolizzazione gratuita e un po’ stupida. Anche perché poi a Sanremo per quanto bizzarra potesse essere l’esibizione con Arisa, è stata molto ben accolta dal pubblico.
Dove vogliono arrivare le Sorelle Marinetti?
Tutti noi siamo travolti da questa passione per la musica anni ‘30 e ‘40. Ci siamo resi conto di quanto materiale sia ancora rimasti in panchina.
In questo disco abbiamo riproposto alcune canzoni bellissime del Trio Lescano. Ecco il nostro obiettivo: far emergere questo repertorio di canzoni, poter girare l’Italia e portare in giro il frutto del vostro lavoro.
Quando ci vengono a vedere nei live, tutto nasce per curiosità, poi si rendono conto del nostro standard qualitativo e ci ringraziano stupiti perché si aspettavano uno spettacolo diverso. Una diffidenza spenta dalla qualità di un lavoro compatto.

Sorelle Marinetti - cover "Signorine Novecento"
L’estate musicale secondo le Sorelle Marinetti.
Qual è il brano ideale da ascoltare sulle nostre spiagge?
Per creare la giusta atmosfera vacanziera “Danza con me” sembra ideale: il fox di Nino Rastelli e Eros Sciorilli è pura allegria in formato canzonetta.
E quale canzone consolerà chi deve lavorare?
“Non me ne importa niente”: il brano di Lao Schor è un ottimo rimedio all’invidia e alla maldicenza.
Una dedica per un amore estivo appena sbocciato?
“Dove e quando?” è la colonna sonora perfetta per i sospiri di un amore appena sbocciato, da quando Rodgers e Hart l’hanno composta nel 1937.
Un brano divertente per un bambino in vacanza?
Nessun dubbio, “Il gatto in cantina” di Nino Casiroli. Mancano giusto i disegni per un bellissimo cartone animato nello stile delle Silly Symphonies della Disney.
Il pezzo ideale per una ragazza da sola in riva al mare?
“Signorina Grandi Firme”, il divertente fox del genio Giovanni D’Anzi fotografa la perfetta ragazza moderna degli anni Trenta a cui non manca l’indipendenza.
Un sottofondo perfetto per un pranzo sulla terrazza con parenti o amici?
“Tulipani” da decenni mette allegria a grandi e piccini: immancabile!
Un pezzo consolatorio per un cuore spezzato?
Il brano ad hoc è “La gelosia non è più di moda”: un vero kit di sopravvivenza per un cuore infranto.
Un brano movimentato per chi ama ballare?
Seguire a passo di danza le avventure della sfortunata Marianna nel fox di Ansaldo “Ultimissime” lascia con il fiatone… per veri professionisti del ballo!
La colonna sonora ideale per un aperitivo sulla spiaggia?
“Al Rosen Bar”, uno slow di Roberto Leonardi, crea immediatamente la giusta atmosfera sognante ed elegante.
Una canzone perfetta per un lungo viaggio?
“A Zonzo” di Filippini e Morbelli, nulla di meglio di un paese inesistente per vagheggiare l’evasione dal solito tran-tran.
- Sorelle Marinetti - cover “Signorine Novecento”
- Orchestra Maniscalchi e Sorelle Marinetti
- Sorelle Marinetti, Gianluca De Martini e Christian Schmitz
- Sorelle Marinetti e Christian Schmitz
- Sorelle Marinetti
- Martedì 15 Giugno 2010








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Commenti
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Il 15 Giugno 2010 alle 21:01 lillo111 ha scritto:
simpatiche
http://inviaggiocongeniuscard......elle-calze
Il 12 Luglio 2010 alle 12:01 Notizie dai blog su Sorelle Marinetti, Tour Teatrale e il Nuovo Album Signorine Novecento ha scritto:
[...] in un lungo giro di promozione fatto di interviste e esibizioni. blog: canale cultura e società | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
Il 13 Agosto 2010 alle 12:53 I 15 brani italiani più scaricati nei primi 6 mesi del 2010. Trionfa Jovanotti e Sanremo - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] Sesto posto per Arisa, con “Malamorenò“. Il brano è stato presentato a Sanremo 2010 in compagnia delle Sorelle Marinetti, intervistate pochi mesi fa da Panorama.it. [...]
Il 5 Ottobre 2010 alle 16:10 Arisa: “Victoria” in tv, meno in musica. È l’ora della condanna, o del riscatto? - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] in tv nel 2010 a Sanremo insieme alle Sorelle Marinetti con il brano “Malamorenò“. Il singolo ha un buon riscontro ma non si può dire lo [...]
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