

di Antonella Piperno
A leggere il suo straripante curriculum si direbbe che il 23 giugno Pierluigi Diaco non compia 33 anni, ma che le candeline siano almeno il doppio.
La ragione sta nel fatto che, come ormai sanno anche i muri, il neoconduttore di Unomattina estate ha giocato molto d’anticipo.
Per arrivare a Mauro Mazza, il direttore di Raiuno che l’ha voluto (a sorpresa) alla guida del contenitore insieme a Georgia Luzi, Diaco, cattolico ratzingeriano con simpatie diessine, ha cominciato a lavorare a 16 anni.
Era rappresentante di istituto, ruolo attraverso il quale capì, come ha raccontato, «che se vuoi stare al mondo devi avere delle relazioni». Cominciò a invitare a scuola personaggi della politica, e, soprattutto, del giornalismo.
Un giorno arrivò Sandro Curzi che rimase colpito dall’acume del ragazzino e se lo portò a Telemontecarlo.
Da allora, forte dell’inedito ruolo del dj-giornalista-opinionista che sa parlare ai giovani, non si è più fermato, navigando fra tv pubblica e satellitare, radio, giornali, libri e web.
E conquistando via via amicizie a destra e sinistra: Walter Veltroni, con cui ha preparato la compilation benefica Me We, Piero Fassino, Giuliano Ferrara, Emilio Carelli, Carlo Freccero, Roberto Morrione, il ministro Giorgia Meloni. E adesso, appunto, il finiano Mazza.
Merito del suo approccio pacato? O, a vederla come i suoi detrattori, si tratta piuttosto di ruffianeria? Il conduttore chiarisce a Panorama:
«Sono un ragazzo educato; ma, soprattutto, non ho alcun rapporto di sudditanza con gli uomini e le donne di potere. Anzi, mi fanno tenerezza perché nascondono una grande fragilità»
Diaco, insomma, dice di giocare alla pari con tutti, ministri, segretari di partiti o direttori che siano. Ma un difetto se lo riconosce, la bulimia professionale:
«Ho lavorato molto sull’addizione, avevo un’ansia da prestazione legata alla mia età. Ora ho iniziato a sottrarre»
L’iperattivismo professionale, il «tuttologismo» che l’ha portato da Italia Radio a Radio24, da Rainews 24 a Sky, da Liberal a Novella 2000, dal ruolo di opinionista all’Isola dei famosi alla vicedirezione del già defunto Clandestino, a Senza manette (la biografia di Franco Califano), in effetti si è un po’ ridotto. Per scelte molto oculate.
Il motivo per cui Diaco in questi mesi estivi ha mantenuto giusto pochi impegni (Il Foglio, Libero e la trasmissione del sabato con Anna Falchi su Rtl) è che si sta dedicando anima e corpo a Unomattina estate e a Mazza.
È lui, del quale ovviamente apprezza «la professionalità», sentendosi pure «molto in sintonia con la sua linea editoriale», che l’ha voluto anche come opinionista a La vita in diretta, contribuendo a far imbestialire l’Usigrai che al congresso ha protestato contro l’abuso di giornalisti esterni in Rai.
Lontano dall’accontentarsi del programma estivo, Diaco è intenzionato a mettere radici a Raiuno. Ha in tasca dei progetti, che naturalmente non svela.
Così come, sebbene la commissione di vigilanza abbia appena chiesto di pubblicare i compensi dei conduttori, tiene per sé la cifra che lo riguarda: «Guadagno quanto merito».
- Mercoledì 23 Giugno 2010









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