
Camila Raznovich, conduttrice di "Amori Criminali" - Credits: Virginia Farneti / LaPresse
Estate all’insegna di programmi scacciapensieri? Agosto televisivo frivolo e leggero? Non sempre è così, sul piccolo schermo di casa nostra. Qualche rete si abbandona a trasmissioni che raccontano storie violente e creano ansia e angoscia nel pubblico.
Un esempio molto significativo e cruento è “Amore criminale”. Non si tratta di una serie tv, anche se gronda sangue ed è piena di immagini notevolmente violente. È il programma docufiction estivo, condotto ogni mercoledì sera su Raitre, da Camila Raznovich.
Troppo compenetrata nel suo ruolo di padrona di casa e narratrice di vicende drammatiche, la Raznovich appare lei stessa inquietante, nel mare di immagini cruente che ricostruiscono la storia raccontata.
E dire che il suo nome era stato fatto tempo fa come giudice di X-Factor! Chissà come se la sarebbe cavata.
Invece, niente da fare. È tornata, come in passato, a occuparsi di omicidi spietati, commessi a sangue freddo prevalentemente da persone che amano quella che poi sarà la vittima.
Delitti passionali che fanno da sfondo all’estate della terza rete in un crescendo di suspense e di ansia.
Con dovizia di particolari e primi piani a profusione, con una voce narrante degna dei delitti alla Sherlock Holmes, “Amori criminali” espone ogni settimana un caso di cronaca nera finito male.
Il tutto è corredato dalle testimonianze di parenti e amici della vittima, dai contributi degli avvocati che hanno sostenuto difesa e accusa nel processo e da atmosfere noir da thriller.
Come se non bastassero già le tante serie tv made in USA di discutibili contenuti a cui si fa ricorso in estate per riempire i palinsesti.
E poiché al peggio non c’è mai fine, ci si mette anche Franca Leosini, sempre su Raitre, con le sue “Storie maledette”. La Leosini fa parlare, intervistandole lei stessa, persone che sono state condannate per crimini riconosciuti da un regolare processo e che stanno scontando la pena.
Da anni la conduttrice continua un copione inquietante che dovrebbe mettere in evidenza il senso di pentimento di chi confessa la propria colpa e il desiderio di espiarla.
Invece è solo la voglia sfrenata di protagonismo dei colpevoli, di cui la cronaca non si occupa più a muovere le fila del programma.
Non è certo questa l’alternativa alla programmazione gossipara e gaudente che imperversa, tra mille repliche, sulla nostra tv.
- Venerdì 30 Luglio 2010









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Commenti
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Il 30 Luglio 2010 alle 19:16 toscano71 ha scritto:
Ma non c’è qualcosa di più allegro?
Il 2 Agosto 2010 alle 11:35 Crollo ad Afragola: anche ad agosto la tv punta sul pietismo scandalistico. E scandaloso… - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] raccontato di ragazzini che dopo aver visto “Mistero”, “Quarto grado”, “Storie maledette” e serial come “Medium” non riescono a dormire da soli, hanno paura del buio, temono di [...]
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